{"id":89846,"date":"2017-04-03T12:00:23","date_gmt":"2017-04-03T11:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=89846"},"modified":"2017-04-01T18:36:41","modified_gmt":"2017-04-01T17:36:41","slug":"italiano-intervista-a-murat-cinar-in-vista-dellincontro-di-storie_aosta-8-aprile-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/04\/italiano-intervista-a-murat-cinar-in-vista-dellincontro-di-storie_aosta-8-aprile-2017\/","title":{"rendered":"(Italiano) Intervista a Murat Cinar in vista dell\u2019incontro di STORIE_Aosta 8 aprile 2017"},"content":{"rendered":"<p><em>1 Apr 2017 &#8211; <\/em>STORIE,<strong> sezione del progetto culturale Collettivamente memoria 2017,<\/strong> presenta, per il quarto incontro, il giornalista, blogger, fotografo (e amico) turco <strong>Murat Cinar.<\/strong><br \/>\nIn anteprima una breve intervista.<\/p>\n<p><strong>Silvia BERRUTO_Mezzaluna e libert\u00e0. Turchia: ancora gravi condizioni legali e politiche che limitano la libert\u00e0 accademica, giornalistica e politica. Un grande carcere a cielo aperto \u00e8 il titolo che hai voluto dare all\u2019incontro che si terr\u00e0 all\u2019Espace Populaire di Aosta il prossimo 8 aprile 2017<\/strong><br \/>\n<strong>Questo il titolo dell\u2019incontro. Neden ?*<\/strong><\/p>\n<p><strong>Murat CINAR _ <\/strong>Mezzaluna e libert\u00e0 \u00e8 un titolo molto pubblicitario perch\u00e9 la Turchia \u00e8 associata alla Mezzaluna. Tutto il resto perch\u00e9 \u00e8 un riassunto della situazione in Turchia.<br \/>\nOggi contiamo pi\u00f9 di 200 giornalisti in carcere, una cinquantina di accademici in carcere, in detenzione cautelare, tantissimi hanno perso il lavoro, alcuni il passaporto, senza il diritto di abbandonare il paese e sono pi\u00f9 di 1000 i ricercatori sotto inchiesta, 14 universit\u00e0 private chiuse quindi tantissimi i ricercatori sono senza universit\u00e0. Tanti avvocati, ormai dal 15 luglio \u2013 sono pi\u00f9 di 500 i giudici e i pm senza lavoro \u2013 sono o in carcere o senza lavoro. Stiamo parlando, per quanto riguarda questo elenco, di impiegati statali non possono pi\u00f9 esercitare il loro lavoro di impiegati statali. Con un marchio sulla faccia cos\u00ec forte \u2013 le accuse nei loro confronti sono di promozione di attivit\u00e0 terroristiche e\/o di appartenenza ad un\u2019organizzazione terroristica \u2013 stiamo parlando di persone teoricamente uccise. <strong>Stiamo parlando di casi di morte civile.<\/strong><br \/>\nNon possono pi\u00f9 ritrovare un lavoro, sar\u00e0 forse impossibile anche nel settore privato, stiamo parlando di persone che sono in buona parte in depressione, ad oggi sono 17 le persone che si sono suicidate.<br \/>\nSono fonti di guadagno delle famiglie.<br \/>\nSono circa 120.000 persone che, in meno di un anno, sono finite sotto indagine, alcune sono sotto processo, alcune sono in carcere, in semilibert\u00e0, assolte \u2026<br \/>\n<strong>UN CARCERE A CIELO APERTO<\/strong>. Un carcere di oppositori di ogni tipo, di ogni provenienza. Con prove concrete oppure con le denunce anche dei vicini \u2026 Non sto a elencare o a citare casi per\u00f2 ci sono anche di prove inesistenti, oltre a essere false sono anche ridicole.<br \/>\nLa situazione \u00e8 abbastanza terrificante e terrorizzante per chi vive dentro, ma anche per chi guarda da fuori.<\/p>\n<p><strong>S.B. _ Quali forme di Resistenze ci sono dall\u2019interno? <\/strong><br \/>\n<strong>Ci sono anche forme di resistenze civili nonviolente che puoi segnalare?<\/strong><\/p>\n<p><strong>M.C.<\/strong> _ Stiamo parlando di un paese che vive in uno stato di caos da parecchi anni. La Turchia ha vissuto tre colpi di stato effettivi, due sost, interventi pubblici da parte dell\u2019esercito. E ha respinto un tentativo di colpo di stato pochi mesi fa.<br \/>\nStiamo parlando di un paese che, come succede in ogni colpo di stato, ha trascorso buona parte della sua storia sotto lo stato di emergenza: col coprifuoco, con la censura, con la chiusura di giornali, di canali televisivi, con l\u2019incarcerazione degli avvocati, dei politici, degli studenti e degli accademici.<br \/>\nNon \u00e8 una novit\u00e0 ci\u00f2 che si vive in Turchia, ovviamente a dosaggio elevato in questi ultimi trent\u2019anni.<br \/>\nPrecedentemente, col colpo di stato del 1980, la Turchia ha vissuto sotto la dittatura militare esattamente le stesse cose che sta vivendo adesso.<br \/>\nPrima nel 1972, e prima ancora nel 1961, altri due colpi di stato hanno ovviamente colpito fortemente le opposizioni.<br \/>\nQuindi in uno stato del genere, come succede anche in altri casi, asiatici o sudamericani, ci sono diverse forme di opposizione, anche armate. Ci sono partiti di estrema sinistra combattenti, che sono turchi oppure turchi curdi, ci sono stati diversi turchi negli anni Sessanta e Settanta marxisti, tuttora esiste il partito di rivolta del Kurdistan<br \/>\nche \u00e8 una forma di guerriglia molto radicata e molto forte che ha compiuto quasi trent\u2019anni, si trova sul territorio delle repubbliche di Turchia ma anche in Siria, in Irak, in Iran. Stiamo parlando di un paese che, oltre alla resistenza armata, ha una storia fortissima anche di opposizione nonviolenta. E una storia di partiti politici di sinistra molto forte, nonostante mille chiusure. La Corte Costituzionale per parecchi anni ha chiuso i partiti di sinistra. Fondare un partito comunista era vietato e contro la legge. Diversi partiti parlamentari curdi sono stati chiusi, riaperti in questi anni, negli anni Ottanta e anche Novanta. Diversi parlamentari sono stati in carcere: ora la Turchia conta dodici parlamentari in carcere. E poi c\u2019\u00e8 anche l\u2019opposizione <em>mainstream.<\/em><br \/>\nCome il partito di centro-sinistra oppure il partito di sinistra che \u00e8 entrato<br \/>\nin parlamento per la prima volta cos\u00ec fortemente. Ci sono tanti partiti extraparlamentari, c\u2019\u00e8 un mondo non partitico dell\u2019opposizione. La Turchia \u00e8 un paese con una popolazione molto giovane, stiamo parlando di una societ\u00e0 molto creativa, frizzante, energetica, con un\u2019opposizione artistica e culturale molto produttiva.<br \/>\nUn paese di opposizioni, di collettivi intorno alle riviste politiche e artistiche, di collettivi artistici: un paese che, nonostante miliardi di difficolt\u00e0 e censure, ha sempre prodotto e tuttora produce le sue alternative. Ci sono quartieri interi, anche a Istanbul, controllati da realt\u00e0 alternative allo stato che possono essere gruppi armati o comunit\u00e0 religiose che, ci piaccia o no, comunque si oppongono allo stato.<br \/>\nIn diverse fasi della storia si \u00e8 visto che crescono queste alternative allo stato. Quindi provenienze da diverse culture politiche in Turchia ci sono, delle opposizioni popolari e nazionali, oppure locali.<\/p>\n<p><strong>S.B. _ Che cosa chiedi a noi giornalisti come azione di resistenza dal di fuori, dal posto in cui ogni giornalista straniero si trova rispetto alla Turchia. Che fare insieme, come resistere insieme ?<\/strong><\/p>\n<p><strong>M.C.<\/strong> _ Bisogna prima di tutto informarsi. Leggere in diverse lingue, preferibilmente in turco. Informarsi, sapere cosa succede succede in Turchia. Accedere alle fonti di informazioni libere e produrre degli approfondimenti, degli articoli giornalisti sulla Turchia dignitosi e decenti, che non siano ideologicizzati oppure partitici.<br \/>\nPurtroppo in Italia quando si tratta di notizie straniere c\u2019\u00e8 tanta fissazione ideologica e partitica nel giornalismo.<br \/>\nUna volta effettuato un lavoro del genere, non bisogna mai mollare la Turchia, deve stare quasi sempre in primo piano. Un paese enorme, candidato europeo, alle porte dell\u2019Europa, sia fisicamente che politicamente. Per l\u2019Italia la Turchia \u00e8 il secondo partner economico pi\u00f9 grande, per la Turchia l\u2019Italia \u00e8 il quarto partner economico pi\u00f9 grande.<br \/>\nQuindi conta economicamente e umanamente.<br \/>\nQuesto porter\u00e0 molto probabilmente nella societ\u00e0 un pensiero politico libero, molto riuscito, pi\u00f9 di quanto possono fare i politici perch\u00e9, purtroppo, i politici, per convenienza ideologica oppure economica, non prendono le misure necessarie, come si deve oppure in tempo, oppure prendono misure scorrette o smisurate, che possono essere tradotte, nei paesi con un forte sentimento nazionalista, come teorie di complotto. Come \u00e8 il caso olandese. Lo scontro tra la Turchia e l\u2019Olanda \u00e8 stato venduto con grande successo in Turchia, da parte del governo, perch\u00e9 in Turchia c\u2019\u00e8 il pensiero e il sentimento che tutti ci vogliono male. Noi siamo in piena crescita, e questo d\u00e0 fastidio a qualcuno e quindi cercano di ostacolare: ostacolare il nostro referendum, l\u2019operare del nostro governo. A questo punto dico: non lasciamo il lavoro nelle mani dei politici. Siamo noi, i giornalisti, che dobbiamo fare informazione, prendere posizione, dichiarare la nostra solidariet\u00e0, dimostrarla con i nostri colleghi, con tutti i cittadini in Turchia, senza distinzione di etnia, provenienza oppure di posizione politica.<br \/>\nUna volta fatto questo, secondo me, il cittadino medio italiano pu\u00f2 capire esattamente cosa succede in Turchia e avere pi\u00f9 consapevolezza. Questo \u00e8 ci\u00f2 che manca.<br \/>\nInvece quando un politico esce con un urlante slogan contro la Turchia fa solamente propaganda politica-partitica e questo non fa capire niente al cittadino medio italiano su cosa stia effettivamente succedendo in Turchia.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, in turco*<\/p>\n<p>__________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Silvia Berruto, giornalista solidale. <\/em><em>\u00ae Riproduzione riservata<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/silviaberruto.wordpress.com\/2017\/04\/01\/storie-intervista-a-murat-cinar-in-vista-dellincontro-di-storie_aosta-8-aprile-2017\/\" >Go to Original \u2013 silviaberruto.wordpress.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1 Apr 2017 &#8211; STORIE, sezione del progetto culturale Collettivamente memoria 2017, presenta, per il quarto incontro, il giornalista, blogger, fotografo (e amico) turco Murat Cinar. 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