{"id":92394,"date":"2017-05-15T12:00:07","date_gmt":"2017-05-15T11:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=92394"},"modified":"2017-05-14T15:50:47","modified_gmt":"2017-05-14T14:50:47","slug":"italiano-il-primo-movimento-contro-le-dighe-in-india-quasi-un-secolo-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/05\/italiano-il-primo-movimento-contro-le-dighe-in-india-quasi-un-secolo-fa\/","title":{"rendered":"(Italiano) Il primo movimento contro le dighe \u2013 in India quasi un secolo fa"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>8 maggio 2017\u00a0 &#8211; La <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.thehindu.com\/todays-paper\/tp-features\/tp-sundaymagazine\/The-worldrsquos-first-anti-dam-movement\/article15401803.ece\" >recensione<\/a><\/em><em> di un testo di Rajendra Vora da parte di un noto storico dell\u2019ambiente, RAMACHANDRA GUHA.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/india-dighe-300x214.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-92395 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/india-dighe-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"357\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Una storia del passato<\/strong><\/p>\n<p>Come segnale della transizione da una societ\u00e0 agraria a una societ\u00e0 industrializzata, il Mulshi satyagraha anticipava molti dei moderni movimenti di protesta.<\/p>\n<p>Circa 15 anni fa, mentre il movimento di protesta contro la costruzione di dighe lungo il fiume Narmada era nel momento di maggiore notoriet\u00e0, l\u2019ecologo Madhav Gadgil mi raccont\u00f2 di un predecessore ormai dimenticato del movimento contro le dighe. Erano gli anni \u201920 del 1900 quando i contadini di Mulshi Peta, vicino alla citt\u00e0 di Pune, iniziarono una protesta contro il progetto di una diga che doveva essere costruita dall\u2019Impresa industriale della famiglia Tata con il sostegno del governo. La protesta era guidata da Pandurang Mahadev (\u201cSenapati\u201d) Bapat, un socialista e nazionalista che aveva studiato in Inghilterra. Come Medha Patkar per il Movimento Narmada Andolan, anche Bapat era un leader molto carismatico e coraggioso. E come lei si indentific\u00f2 completamente con i contadini che lottavano per impedire che le loro terre ancestrali finissero sommerse dalle acqua.<\/p>\n<p>Madhav Gadgil, che negli anni 1940 era un ragazzino e abitava a Pune, aveva sentito parlare di Bapat. Pi\u00f9 tardi, negli anni 1990, si imbatt\u00e9 in una ricerca storica scritta in lingua Marathi da Rajendra Vora, che era allora docente di Politica all\u2019Universit\u00e0 di Pune, e ne fu molto impressionato, in quanto lo studioso aveva utilizzato molte fonti primarie per raccontare una storia che non era solo importante di per s\u00e9, ma era rilevante per l\u2019attualit\u00e0, a causa delle somiglianze con la controversia sul fiume Narmada.<\/p>\n<p><strong>Una testimonianza per i lettori internazionali<\/strong><\/p>\n<p>Con un piccolo aiuto da parte mia, Madhav Gadgil persuase Rajendra Vora a scrivere una versione inglese del suo libro. Ma il Professor Vora era un uomo molto impegnato, sia in ambito politico che sul fronte accademico: stava scrivendo un libro importante sulle democrazia indiana, e aveva corsi e tesi universitarie da seguire. Nonostante tutti questi impegni Rajendra Vora si impegn\u00f2 a preparare una versione inglese del suo libro, aggiungendo anche un capito nuovo in cui confrontava il Satyagraha di Mulshi con il movimento Narmada. Il Professor Vora mor\u00ec improvvisamente per un attacco cardiaco, ma il suo libro fu comunque pubblicato con il titolo \u201cIl primo movimento contro le dighe a livello mondiale \u2013 The World\u2019s First Anti-Dam Movement\u201d (SAB Editor, 2009). E\u2019 un libro che pu\u00f2 interessare un pubblico vario, dagli studiosi della storia del Maharashtra e quelli che si interessano della storia del nazionalismo indiano, da chi si occupa di politica dell\u2019ambiente o di sociologia delle proteste contadine fino a chi si interroga su strategie alternative di sviluppo.<\/p>\n<p>Il libro inizia con una ricostruzione accurata dell\u2019economia agricola nella regione di Mulshi. Vora spiega quali fossero le modalit\u00e0 di controllo delle terre, i sistemi di credito, quali piante fossero coltivate e commercializzate, quali divinit\u00e0 fossero venerate. Passa poi ad analizzare le minacce che la costruzione della diga da parte dei Tata costituiva per la valle e per la popolazione. Quindi, grazie a un abile uso delle fonti locali, narra la storia della lunga lotta (che alla fine fu perduta) per impedire l\u2019allagamento della valle di Mulshi. Possiamo cos\u00ec leggere degli scioperi della fame da parte dei leaders, delle marce e delle dimostrazioni della popolazione. Sono anche accuratamente ricostruite le complesse relazioni tra i contadini di Mulshi e i nazionalisti di Pune, appartenenti alla classe media. Apprendiamo anche degli atteggiamenti ambivalenti nei confronti del satyagraha del Mahatma Gandhi. Al di l\u00e0 della protesta e della lotta, Vora ci introduce alle dimensioni ideologiche del conflitto. Analizza le argomentazioni dei proponenti della diga, che affermavano che la diga avrebbe portato lavoro e prosperit\u00e0 all\u2019intera nazione, e dei loro oppositori, che sostenevano che il progetto avrebbe impoverito una categoria di Indiani per beneficiarne altri.<\/p>\n<p><strong>Una denuncia lucida delle responsabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Il libro diRajendra Vora si conclude con un affascinante capitolo che mette a confronto il Satyagraha di Mulshi con il movimento Narmada Bachao Andolan. Quando si pens\u00f2 per la prima volta a una edizione inglese ci era ben chiara l\u2019importanza e l\u2019attualit\u00e0 di quel confronto. Ora, leggendo il testo finale, lo trovo ancora pi\u00f9 significativo. In un passo Vora scrive: \u201cCome affermavano i Satyagrahi, non si trattava semplicemente di un conflitto tra i Mawalas [con questo nome erano conosciuti i contadini di Mulshi] e la compagnia [Tata], ma era un conflitto tra due visioni dell\u2019economia. Nella misura in cui il governo non era in grado di dimostrare che il progetto era necessario per il benessere pubblico, non aveva alcun diritto di sottrarre terre a nessuno. Lo stato pu\u00f2 domandare qualunque cosa ai cittadini quando la sicurezza della nazione \u00e8 in pericolo, o in una situazione di calamit\u00e0 naturale, ma nel caso dei Mulshi non c\u2019era alcuna emergenza del genere. Allagare e sommergere un vasto tratto di terra che era la culla della storia di Maratha era dunque un atto di tirannia e di ingiustizia. Si stava intraprendendo per aumentare i dividendi di una societ\u00e0 privata\u201d.<\/p>\n<p>Il libro di Rajendra Vora \u00e8 un lavoro impeccabile di analisi storica, ma parla anche al presente in modi che pochi libri sanno fare. Il conflitto di Mulshi \u00e8 stato il primo esempio di dispute che sorgono quando una civilizzazione agricola antica in una zona densamente popolata intraprende il lungo e talvolta molto doloroso cammino verso l\u2019industrializzazione. Il Satyagraha di Mulshi non era semplicemente un precursore del Narmada Bachao Andolan; esso anticipava le proteste che si sarebbero manifestate a Singur, Nandigram e in dozzine di altri luoghi, in cui lo Stato intendeva trasferire la terra posseduta da tanti piccoli agricoltori a una singola compagnia privata. Come le dispute che sarebbero esplose in seguito, Mulshi opponeva la campagna alla citt\u00e0, la sussistenza al commercio, i contadini ai proprietari terrieri, l\u2019amministrazione democratica al controllo dei potenti.<\/p>\n<p>E\u2019 un vero peccato che Rajendra Vora non sia vissuto abbastanza da vedere il suo libro dato alle stampe. E noi ora abbiamo il dovere di leggerlo, non solo per onorare la sua memoria, ma anche per comprendere in modo pi\u00f9 profondo il passato e il futuro dell\u2019India moderna.<a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/cop-Rajendra-Vora-194x300-anti-dam-india.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-92396\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/cop-Rajendra-Vora-194x300-anti-dam-india.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gli Autori:<\/p>\n<p><strong>L\u2019autore del libro recensito:<\/strong><\/p>\n<p>Rajendra Vora (1946-2008) \u00e8 stato Professore di Scienze Politiche all\u2019Universit\u00e0 di Pune fino al 2006, anno in cui and\u00f2 in pensione. Egli era profondamente interessato ai processi politici e sociali, e l\u2019indirizzo che diede alla ricerca in questo settore ha influenzato generazioni di studenti e di ricercatori.<\/p>\n<p>Ha pubblicato (in collaborazione) il testo Indian Democracy: Meanings and Practices (2004) e un dizionario encoclopedico di scienze politiche in lingua Marathi, Rajyashastra Kosh (1987).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/cop-guha-201x300-india.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-92397\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/cop-guha-201x300-india.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019autore della recensione:<\/strong><\/p>\n<p>Ramachandra Guha \u00e8 uno storico e biografo con sede a Bangalore. Ha insegnato presso le universit\u00e0 di Yale e Stanford, ha tenuto la cattedra Arn\u00e9 Naess all\u2019 Universit\u00e0 di Oslo, ed \u00e8 stato Visiting Professor alla Comunit\u00e0 Indo-Americana presso l\u2019 Universit\u00e0 della California a Berkeley. Tra i suoi libri ha scritto \u201cAmbientalismi. Una storia globale dei movimenti\u201d, tradotto in italiano da Linaria nel 2016.<\/p>\n<p><strong>Una guerra ai contadini e al pianeta<\/strong><\/p>\n<p>Il libro qui recensito, e il commento del recensore, risalgono al 2009. Ma la storia di cui parlano Rajendra Vora e Ramachandra Guha, che riguarda eventi avvenuti negli anni \u201920 del 1900, \u00e8 ancora attualissima nel 2017. I conflitti socio-ambientali si sono moltiplicati, in questi cento anni, coinvolgendo un numero crescente di comunit\u00e0 contadine e indigene \u2013 in India, in Africa, in America Latina \u2013 che si vedono sottrarre la terra, le foreste, l\u2019acqua, le coste: le fonti di vita per s\u00e9 e per l\u2019equilibrio della natura .<\/p>\n<p>Mentre le grandi compagnie multinazionali vanno in cerca di nuove terre da sfruttare, sempre pi\u00f9 persone pagano con la vita il coraggio di essersi opposte alla costruzione di impianti idroelettrici, allo sfruttamento minerario, alle monocolture industriali.<\/p>\n<p>In una recente iniziativa dedicata a <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/rassegne\/agenda-latino-americana\/\" >\u201cStorie di sviluppo in America Latina\u201d,<\/a> nel Comunicato Stampa di presentazione \u2013 a proposito delle violenze sub\u00ecte dagli attivisti del Centro e del Sud America che difendono i loro territori \u2013 si leggeva:\u201d La realt\u00e0 della guerra mondiale in atto ha anche questo volto e ci lascia sgomenti vedere quanto sia diffusa e radicata la convinzione di essere estranei a tutto questo perch\u00e9 [\u2026] siamo in realt\u00e0 ancora convinti che tutto ci\u00f2 che non succede in Europa non succede davvero\u201d.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 anche in Europa si stanno moltiplicando situazioni di conflitto causate dalla continua espansione di progetti di sviluppo invasivi, le \u201cgrandi opere\u201d: aeroporti, autostrade, treni ad alta velocit\u00e0, ponti, oleodotti\u2026<\/p>\n<p>La mancanza di impegno civile da parte delle popolazioni urbanizzate in difesa dei contadini \u2013 in tutto il mondo e in Italia \u2013 \u00e8 una concausa delle sconfitte che hanno finora caratterizzato le lotte per la difesa dei propri ambienti di vita. Ma come potranno sopravvivere i cittadini, se non difendono le comunit\u00e0 di pescatori, di contadini, di pastori \u2013 il popolo dell\u2019ecosistema \u2013 dalla voracit\u00e0 degli onnivori, di quella esigua minoranza di persone che pu\u00f2 permettersi di banchettare senza coltivare n\u00e9 allevare?<\/p>\n<p>_____________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/05\/08\/il-primo-movimento-contro-le-dighe-in-india-quasi-un-secolo-fa-elena-camino\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una storia del passato. 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