{"id":92994,"date":"2017-05-29T12:01:34","date_gmt":"2017-05-29T11:01:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=92994"},"modified":"2017-05-27T16:49:52","modified_gmt":"2017-05-27T15:49:52","slug":"italiano-quel-che-manca-la-creativita-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/05\/italiano-quel-che-manca-la-creativita-politica\/","title":{"rendered":"(Italiano) Quel che manca: la creativit\u00e0 politica"},"content":{"rendered":"<p>Nel Maggio 1968 a Parigi uno slogan sostanziale durante la rivolta degli studenti, di cui presto ricorrono i 50 anni, fu l\u2019Immaginazione al Potere! Si porti al potere l\u2019immaginazione!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/immaginazione_al_potere-political-imagination-creativity.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-92995\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/immaginazione_al_potere-political-imagination-creativity.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/immaginazione_al_potere-political-imagination-creativity.jpg 600w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/immaginazione_al_potere-political-imagination-creativity-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Noi c\u2019eravamo, in migliaia a camminare dai Champs-\u00c9lys\u00e9es alla Place Etoile, dove una voce stentorea ci ordin\u00f2 di sedere in piccoli gruppi sotto l\u2019Arco per \u201cdiscutere sulla situazione\u201d. Cos\u00ec facemmo.<\/p>\n<p>Ora pi\u00f9 che mai la Francia soffre di mancanza di immaginazione. Non serve chiamare Le Pen-Front National \u201cestrema destra\u201d quando la questione \u00e8 essere per la EU o contro la EU; sinistra-destra era la politica del 20\u00b0 secolo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non pensare pi\u00f9 in grande, pi\u00f9 in l\u00e0 della UE? Per o contro un\u2019EURASIA, sono pronte Russia e Cina? Con il commercio si riempiono i treni Londra-Pechino; un asse Ovest-Est, non la vecchia ossessione del (neo)colonialismo Nord-Sud. E se pensassimo a entrambi, a un\u2019EURASIAFRICA? Peraltro connesse da un punto di vista geografico.<\/p>\n<p>Un altro termine per immaginazione \u00e8 creativit\u00e0. Gli ingegneri lo applicano alla materia, gli architetti allo spazio, gli artisti alla forma, gli scienziati a come le cose sono interconnesse, gli esseri umani a come le persone possono essere interconnesse. Il cosiddetto \u201cpopulismo\u201d, gi\u00e0, la democrazia \u00e8 populista=popolazionista, e di recente ci sono stati unanimi <em>No all\u2019elitarismo<\/em>, condivisi dai maggiori partiti politici.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i Francesi sono riusciti a liberarsi dei Socialisti\/Gaullisti. Da molto tempo l\u2019Inghilterra \u00e8 gradualmente cambiata da Tory\/Liberali a Conservatori\/Laburisti; ora con il partito laburista che sta scomparendo. La Brexit non era elitaria, e Theresa May, fedele alla populista Brexit, non \u00e8 una classica conservatrice.<\/p>\n<p>Presto o tardi gli USA saranno liberati da Democratici\/Repubblicani, l\u2019alleanza che fa funzionare la macchina politica degli Stati Uniti. Trump lo ha fatto. James Comey, il direttore della FBI che \u00e8 stato licenziato, lo ha chiamato \u201cmatto\u201d (NYT 12 maggio 2017); \u201cautistico\u201d, piuttosto. Ora si trova a fronteggiare \u201cLicenziati da Trump, unitevi!\u201d e un futuro Nixoniano.<\/p>\n<p>Che cosa sta succedendo? Dovunque, vecchi fronti di contrasto sociale cedono ai nuovi. Come da destra-sinistra a guerra-pace? La gente lo vede pi\u00f9 chiaramente di quanto facciano coloro che hanno interessi investiti nel vecchio \u2013 denaro incluso! \u2013. V<em>ox populi, vox dei<\/em>.<\/p>\n<p>Ma quella voce divina non \u00e8 ascoltata a livello della politica mondiale poich\u00e9 non esistono elezioni o referendum mondiali, e la UE non \u00e8 il mondo.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di statico, pressoch\u00e9 inerte, a riguardo del sistema statuale mondiale, in particolare di come gli stati stabiliscono rapporti reciproci; come se essi avessero trovato una loro forma conclusiva e come se i loro rapporti dovessero rimanere senza regole. Sono legittime le preoccupazioni per la sicurezza, senza alcuna violenza all\u2019interno e all\u2019esterno; ma non lo \u00e8 il predominio della polizia e dell\u2019esercito che fanno uso di violenza e di minacce come riflessi condizionati, privi di immaginazione, privi anche di riflessione.<\/p>\n<p>Inoltre, pi\u00f9 grave, come se l\u2019agenda delle relazioni tra stati avesse soltanto un punto all\u2019ordine del giorno: la sicurezza, il cui controllo avviene tramite quanto \u00e8 conosciuto come paranoia. Senonch\u00e9 gli stati praticano il commercio nonostante una reciproca diffidenza, addirittura paranoia? Lo fanno eccome, e sovente in modo molto creativo, per vantaggio reciproco ed equivalente, grandemente agevolati dai meccanismi sul prezzo di mercato nel definire che cosa sia \u201cequivalente\u201d. E facendo buoni affari tutti diventano pi\u00f9 ricchi. Tuttavia non gradiscono che altre parti siano molto pi\u00f9 ricche. Si osservano l\u2019un l\u2019altro, sapendo che la sopravvivenza dell\u2019altra parte pu\u00f2 essere una condizione per la sopravvivenza propria. Essi non vogliono che ci siano vincitori totali, con se stessi perdenti totali.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante, una cooperazione basata sullo scambio con vantaggio reciproco ed equivalente pu\u00f2 essere estesa molto al di l\u00e0 della domanda e offerta economica di beni. E qui entra in gioco la teoria e la pratica di pace negativa e positiva.<\/p>\n<p>La pace negativa richiede una sicurezza non-provocatoria, una difesa difensiva, compreso il proteggere bene ci\u00f2 che dovrebbe essere difeso. \u00c8 pur meglio che andare a caccia di terroristi senza prima comprendere quello che vogliono. Non c\u2019\u00e8 violenza, non ci sono cattiverie in cambio di cattiverie; incluse quelle psicologiche, quali le minacce.<\/p>\n<p>La pace positiva va al di l\u00e0 di tutto questo, scambia il bene con il bene, come nel commercio. In questo mi riesce di vedere uno scambio di abilit\u00e0\/competenze. \u201cMi sembra che tu riesca bene in qualcosa in cui io non sono bravo; d\u2019altra parte, io sono capace di\u2013\u201c. A livello personale possiamo pensare alla cooperazione tra lo studente brillante ma senza alcuna capacit\u00e0 negli sport e lo studente sportivo ma un po\u2019 tardo, che si sostengono a vicenda. E a livello di rapporti tra stati?<\/p>\n<p>Se usiamo una mappa ottagonale del nostro attuale mondo multipolare, con gli emergenti Russia-India-Cina-Islam, e con USA-UE in declino, e Latinoamerica Caribe-Africa quale classico \u201cTerzo Mondo\u201d, otteniamo 8\u00d77\/1\u00d72 = 28 relazioni bilaterali. Tutti questi poli hanno aspetti negativi quanto positivi. E\u2019 del tutto legittimo stare in guardia contro gli aspetti negativi, ed \u00e8 totalmente illegittimo non essere aperti agli aspetti positivi, come le abilit\u00e0, le competenze. Al proposito abbondano gli esempi, elencati in dettaglio sulle pagine di copertina di <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tup\/index.php?book=23\" >A Theory of Peace<\/a> (<a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tup\/index.php?book=23\" >Una teoria della pace, TRANSCEND University Press, 2012<\/a>).<\/p>\n<p>Prendete due giganti, i numeri 1 e 2 in quanto a popolazione (non stati occidentali, pi\u00f9 piccoli), Cina e India. La Cina \u00e8 abile nel migliorare le condizioni delle classi povere (pure ha ancora un lungo cammino da fare), l\u2019India no, governata come \u00e8 dal sistema castale. L\u2019India \u00e8 abile nel mettere d\u2019accordo la diversit\u00e0 di culture con il suo federalismo linguistico (eccetto in Assam); la Cina no. E se riuscissero a incontrarsi, scambiandosi le proprie impressioni in un dialogo aperto, il dialogo gi\u00e0 di per s\u00e9 strumento di reciproco ed equivalente vantaggio? Preferibilmente non a porte chiuse perch\u00e9 anche altri hanno molto da imparare, non ultima la disponibilit\u00e0 a discutere dei propri problemi in pubblico.<\/p>\n<p>Prendete le vecchie super-potenze, USA e Russia. Gli USA bravi a valersi delle libert\u00e0 individuali per innovare e mettere in pratica le innovazioni, la Russia capace di spogliarsi di un impero quasi senza far uso di violenza \u2013 vicendevolmente deboli dove l\u2019altro \u00e8 forte. \u00c8 ovvio che riconoscere i propri limiti richiede coraggio, e ci\u00f2 vale anche per la Cina e l\u2019India, ma potrebbe comunque essere prossimo. Per di pi\u00f9, pi\u00f9 si guarda in avanti e pi\u00f9 \u00e8 possibile che l\u2019intero mondo colga quali siano i grandi vantaggi di avere un mercato delle abilit\u00e0, dove il bene si incontra con il bene, non solo il male \u2013 a dissuadere, lottare, vincere \u2013 si incontra con il male.<\/p>\n<p>Tuttavia esiste un problema fondamentale. Troppo influenzati dalla dicotomia sviluppati\/in via di sviluppo, sono in molti a pensare che i primi non abbiano alcun problema e i secondi abbiano soltanto problemi. Molto meglio una prospettiva Yin\u2013Yang: in tutti manca qualcosa; da tutti qualcosa \u00e8 stato realizzato.<\/p>\n<p>L\u2019impedimento sta nella nostra immaginazione politica cos\u00ec limitata. E\u2019 necessario crescere, cos\u00ec che le visioni del mondo si aprano nelle nostre menti, siano condivise con altri in nuovi modi di dialogare, concretizzate in un nuovo agire. Possiamo riuscire se lo vogliamo. E lo vorremo se liberiamo l\u2019immaginazione.<\/p>\n<p>__________________________________________<\/p>\n<p><em>Titolo originale:<\/em> <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/05\/missing-political-creativity\/\" >Missing: Political Creativity<\/a> <em>&#8211; TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Franco Lovisolo per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/05\/18\/quel-che-manca-la-creativita-politica-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019impedimento sta nella nostra immaginazione politica cos\u00ec limitata. E\u2019 necessario crescere, cos\u00ec che le visioni del mondo si aprano nelle nostre menti, siano condivise con altri in nuovi modi di dialogare, concretizzate in un nuovo agire. Possiamo riuscire se lo vogliamo. 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