{"id":94756,"date":"2017-07-03T12:01:19","date_gmt":"2017-07-03T11:01:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=94756"},"modified":"2018-04-08T16:22:32","modified_gmt":"2018-04-08T15:22:32","slug":"italiano-poverta-rurale-cooperative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/07\/italiano-poverta-rurale-cooperative\/","title":{"rendered":"(Italiano) Povert\u00e0 rurale? Cooperative!"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019umanit\u00e0 ha aspirato e aspira a grossi progetti.<em> La padronanza della natura \u00e8 uno di essi,<\/em> tuttora in corso. Si sono padroneggiati i fenomeni di medio raggio, ma non quelli a livello micro, dei virus \u2013 l\u2019HIV \u00e8 un caso attuale \u2013n\u00e9 a livello macro del clima \u2013 anzi, l\u2019umanit\u00e0 lo sta peggiorando.<\/p>\n<p>Un altro enorme progetto si pu\u00f2 denominare <em>comfort materiale-somatico<\/em>, ivi compresa la salute. Benessere anzich\u00e9 malessere. Di successo stupefacente, si guardi una giornata media del modo di vita definibile borghese. Come ben noto, questo secondo progetto pu\u00f2 contraddire il primo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/marinaleda-18-utopia.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-94757\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/marinaleda-18-utopia.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/marinaleda-18-utopia.jpg 640w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/marinaleda-18-utopia-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sono in attesa altri enormi progetti, che richiamano la nostra attenzione.<\/p>\n<p><em>Fra essi, il comfort spirituale-mentale<\/em>, detto anche felicit\u00e0, benessere, da non confondersi con gli indicatori del comfort materiale-somatico supponendo che l\u2019uno si traduca automaticamente nell\u2019 altro.<\/p>\n<p>Un altro \u00e8 la<em> pace<\/em>, e come assenza di violenza e come pace positiva, la benevolenza reciproca; quella che fra persone si direbbe amicizia, affetto; problematica. Fra nazioni, stati, civilt\u00e0, regioni: molto problematica. Una ragione: forse finora non l\u2019abbiamo voluta abbastanza, \u00e8 una priorit\u00e0 troppo bassa rispetto alle altre. E ci\u00f2 vale anche per l\u2019<em>uguaglianza<\/em>, ottenibile elevando le condizioni dello strato sociale pi\u00f9 basso e riducendo il divario fra questo e quello superiore.<\/p>\n<p>Ci sono quelli che traggono comfort materiale e spirituale dalla guerra e dall\u2019ineguaglianza, come l\u2019attuale regime di miliardari e generali di Trump negli USA; fascista nel proprio stato forte e bellicoso e super-capitalista nell\u2019economia. Senza alcun elemento socialista del nazional-socialismo di Hitler e del fascismo di Mussolini. (*)<\/p>\n<p>Disuguaglianza e violenza, dissidio urbano-rurale, colpiscono chi produce e fornisce cibo a noi tutti; una ragione ne \u00e8 il timore urbano di uno sciopero degli addetti alla disrtribuzione. La Cina sperimenta una radicale eliminazione della differenza urbano-rurale spostando industrie in villaggi gestiti da cooperative agro-industriali, con la gran parte o comunque molti [residenti] che lavorano in entrambi i settori. Interessante, ma osserviamo le cooperative per debellare la povert\u00e0 rurale.<\/p>\n<p>Cooperative anzich\u00e9 comuni aziende agricole. Che sono aziende con tanto di amministratori delegati, la terra appartiene ai contadini e viene lavorata da famigliari e altri. I rischi sono molti: una natura incontrollata, congiunture, importazioni alimentari; le aziende agricole s\u2019indebitano-impoveriscono, gli agricoltori campano tra gli stenti, alcuni si suicidano.<\/p>\n<p>Lo scopo primario delle cooperative rurali \u00e8 garantire il sostentamento degli associati condividendo i rischi, e i proventi. Ne sono membri sia agricoltori sia lavoranti con capacit\u00e0 di assumersi rischi e di condivisione. Possono aderire poveri o disoccupati urbani, quanto meno ottenendo cibo in cambio di lavoro. Possono esserci aspetti psicologici: coppie contadine anziane e sole che vogliano la compagnia di studenti in vacanza, anch\u2019essi mantenendosi. La vecchia fattoria in quanto azienda societaria non va abbastanza bene. N\u00e9 il capitale che si compra tutta la terra per monocolture automatizzate a spese dei bisogni sia delle persone sia della natura.<\/p>\n<p>Cooperative rurali per una riscossa dei contadini. Il <em>sarvodaya <\/em>di Gandhi\u00a0con i villaggi come unit\u00e0 produttive vuol dire appunto quello. Anche se questo possa superare Gandhi ed essere molto pi\u00f9 vario, adeguato ai contesti locali.<\/p>\n<p>La Spagna offre un esempio affascinante. Viaggiando da Siviglia verso Cartagena, poveri villaggi bianchi, con agricoltori che lavorano piccoli appezzamenti, la terra sovente posseduta da proprietari assenti, in parte inutilizzata, gran miseria. E poi improvvisamente Marinaleda, una comune diventata una cooperativa rurale facendosi aiutare dalla regione che espropri\u00f2 i proprietari terrieri, pagando la popolazione secondo l\u2019apporto lavorativo, gestita da assemblee generali e con fondi accantonati per asili d\u2019infanzia-scuole-servizi sanitari, tutto gratuito. Il sindaco \u00e8 il molto imprenditoriale Juan Manuel S\u00e1nchez Gordillo. I proprietari terrieri in tutta Spagna faranno del proprio meglio per evitarne una replica, ma Gordillo ha mostrato come si pu\u00f2 farlo. Capiter\u00e0 di nuovo.<\/p>\n<p>Un\u2019azienda [societaria] \u201cmoderna\u201d offre prodotti di scarsa qualit\u00e0 a basso prezzo, paga al minimo lavoratori e dirigenti, al massimo l\u2019amministratore delegato perch\u00e9 passi un [adeguato] profitto netto al consiglio d\u2019amministrazione. In una cooperativa, sono tutti allo stesso livello, in rotazione per le funzioni. Lavoro d\u2019apporto basilare, non capitale.<\/p>\n<p>Le due sono diverse in modo impressionante. Il salto \u00e8 impressionante. Potrebbe essere pi\u00f9 graduale, ci sono forme intermedie?<\/p>\n<p>A cominciare dagli avventori-clienti: il <em>business<\/em> \u201cmoderno\u201d li spia, ne ottiene i \u201cprofili\u201d dai dati informatici per \u201cappaiarvi\u201d i prodotti. Il metodo \u00e8 quello delle dittature. Nelle cooperative, un dialogo paritetico produttore-consumatore sui prodotti \u2013 che siano auto o computer migliori \u2013 \u00e8 facile, e permette di sviluppare insieme i prodotti. Il metodo \u00e8 quello della democrazia.<\/p>\n<p>Si prenda la pubblicit\u00e0 nei media, senza possibilit\u00e0 per i consumatori di ribattere, criticare i prodotti. I dittatori ricevono qualche riscontro, ma i media trattano gli annunci economici come verit\u00e0 del vangelo per timore di perdere gli inserzionisti. Ci serve una cultura di discussione aperta sui prodotti e pu\u00f2 darsi che i produttori scoprano che questo serve anche ai propri interessi, non solo a quelli dei consumatori.<\/p>\n<p>Ma le aziende potrebbero far di meglio. La \u201cricerca di marketing\u201d usa questionari e interviste, ci si potrebbe facilmente includere scambi d\u2019opinioni.<\/p>\n<p>Si prenda tutto quanto l\u2019aspetto dello sfruttamento, che strizza verso il basso. Adesso le aziende gradualmente accettano di elencare \u201ceffetti collaterali negativi\u201d, specialmente per le medicine. Un giorno varr\u00e0 anche per le auto, i computer e il resto.<\/p>\n<p>Si prenda la penetrazione della mente umana da quel che sovente chiamiamo \u201ccommercializzazione\u201d, comprare e vendere, facendo poche o nessuna domanda. E si guardi l\u2019elenco dei Grossi Progetti e li si valuti: tutta questa compra-vendita serve alla pace? All\u2019uguaglianza? Si dia uno sguardo al prezzo finale scomponendolo in quanto si pagano le risorse, il capitale, la manodopera e il profitto. I clienti hanno diritto di saperlo.<\/p>\n<p>Si prenda la segmentazione mercantile dei lavoratori e dei clienti; sindacati e associazioni di consumatori li hanno uniti. Delle aziende valide e dignitose celebrerebbero non il conflitto, non la loro emarginazione dai processi decisionali ma li includerebbero cos\u00ec come fanno le cooperative per definizione.<\/p>\n<p>Trattando male la campagna se ne subisce la vendetta: \u201c<u><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/01\/05\/opinion\/why-rural-america-voted-for-trump.html?_r=0\" >Why Rural America Voted for Trump<\/a><\/u>\u201d [Perch\u00e9 l\u2019America rurale ha votato per Trump](Robert Leonard, <em>NYT <\/em>5 gennaio 2017). Trattandola bene, facendo s\u00ec che si faccia la sua vita, si integrano il rurale e l\u2019urbano, ottenendo un buon paese nell\u2019insieme.<\/p>\n<p><strong>NOTA:<\/strong><\/p>\n<p><em>(*) \u201cHalf of the World\u2019s Wealth in the Hands of Just Eight Men\u201d [Mezza ricchezza mondiale in mano a soli otto uomini] (Inter Press Service 16 gennaio 2017). \u201cOsceno\u201d, patologico. Chi sono?\u00a0 Bill Gates (Microsoft), Amancio Ortega (Zara), Warren Buffet (Hathaway), Carlos Slim (Carso), Jeff Bezos (Amazon), Mark Zuckerberg (Facebook), Larry Elison (Oracle), Michael Bloomberg (Bloomberg). <\/em><em>Sei a<\/em>mericani [statunitensi]<em> uno spgnolo, un messicano. Che Trump isoli l\u2019<\/em>America<em>. Prevarr\u00e0 l\u2019<\/em>America<em> o l\u2019alleanza di California-Canada-Cina-Messico.<\/em><\/p>\n<p>________________________________________<\/p>\n<p><em>Titolo originale: <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/06\/rural-poverty-cooperatives\/\" >Rural Poverty? Cooperatives!<\/a> <em>&#8211; TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/06\/26\/poverta-rurale-cooperative-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scopo primario delle cooperative rurali \u00e8 garantire il sostentamento degli associati condividendo i rischi, e i proventi. Ne sono membri sia agricoltori sia lavoranti con capacit\u00e0 di assumersi rischi e di condivisione. 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