{"id":95232,"date":"2017-07-10T12:01:21","date_gmt":"2017-07-10T11:01:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=95232"},"modified":"2020-04-11T12:31:24","modified_gmt":"2020-04-11T11:31:24","slug":"italiano-freud-einstein-sulla-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/07\/italiano-freud-einstein-sulla-pace\/","title":{"rendered":"(Italiano) Freud-Einstein sulla Pace"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/einstein-freud.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-95233\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/einstein-freud.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/einstein-freud.jpg 680w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/einstein-freud-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 la guerra?\u201d era il titolo della corrispondenza tra Sigmund Freud e Albert Einstein che ebbe inizio con <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/germanhistorydocs.ghi-dc.org\/sub_document.cfm?document_id=3864\" >Einstein\u2019s letter to Freud dated \u201cCaputh near Potsdam 30 July 1932<\/a>\u201c, (La lettera di Einstein a Freud \u201cCaputh vicino a Potsdam 30 Luglio 1932\u201d), con risposta di Freud \u201cVienna Settembre 1932\u201d (<a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Why-War-Freud.pdf\" >Why War- Freud; <\/a>Perch\u00e9 la guerra \u2013 Freud). Tra poco saranno trascorsi 85 anni. Che cosa possiamo ancora imparare da questi giganti, e che cosa avrebbero potuto essi stessi imparare in questo lasso di tempo.<\/p>\n<p>Sarebbe troppo facile arrogarsi il diritto di esprimere giudizi su una guerra mondiale, una guerra fredda e molto altro venuto dopo; pertanto non \u00e8 quello che ci accingiamo a fare. Piuttosto, cerchiamo di considerare il loro modo di affrontare l\u2019argomento, quali esseri umani nostri simili che cercano delle risposte a quello che in tutti i tempi \u00e8 stato un problema per l\u2019umanit\u00e0: il flagello della guerra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/einstein-freud-warum-krieg-cover-219x300.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-95234\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/einstein-freud-warum-krieg-cover-219x300.jpg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"300\" \/><\/a>Si tratta di un documento straordinario, la cui lettura vivamente consigliamo. E\u2019 piuttosto triste constatare come sia tutt\u2019ora molto attuale, poich\u00e9 il pensiero ufficiale non ha fatto grandi progressi oltre a quanto essi avevano da proporre. Einstein si rivela giurista realista; Freud teorico delle scienze sociali e storico dei macro-eventi. Per Einstein potrebbe avere a che fare con il duplice significato di \u201clegge\u201d: descrittivo della realt\u00e0 e normativo per la realt\u00e0, il primo a scoprire e il secondo a imporre. Il mondo di Freud \u00e8 pi\u00f9 astratto e caotico. Esistono due \u201cistinti\u201d persistenti, Eros e Thanatos-Morte. Ma essi si combinano con modalit\u00e0 complesse e sono difficili da separare. Non possiamo semplicemente rivoltare Eros contro Thanatos, la pace contro la guerra, come entrambi desiderano. Essi si considerano pacifisti, e sperano che il mondo condivida.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 semplice da capire, Einstein, afferma: \u201cIl mio primo assioma nella ricerca della sicurezza internazionale comporta la rinuncia incondizionata da parte di ciascuna nazione della propria sovranit\u00e0 e il riconoscimento di un corpo legislativo e giudiziario che dirima qualsiasi conflitto sorga tra nazioni\u201d. Tuttavia \u201cagiscono potenti fattori psicologici che bloccano questi tentativi. Piccoli gruppi molto determinati considerano che la guerra e la fabbricazione e vendita delle armi siano opportunit\u00e0 per favorire i propri interessi personali\u201d. Avidit\u00e0.<\/p>\n<p>Tanto realisticamente vero ora come a quel tempo; una legge in senso descrittivo.<\/p>\n<p>Non sono le \u201cmasse ignoranti\u201d le pi\u00f9 portate a comportarsi in questo modo bens\u00ec \u201cla cosiddetta intellighenzia\u201d, la quale \u201cnon \u00e8 in diretto contatto con la vita reale ma ne ha esperienza solo attraverso la sua forma sintetica pi\u00f9 semplice \u2013 la carta stampata\u201d.<\/p>\n<p>Egli poi passa a Freud \u201ci luoghi oscuri della volont\u00e0 e del sentire umano\u201d, da Occidente a Occidente, entrambi inconsapevoli di quel limite. Freud ha sentito di \u201crazze che trascorrono la vita in tranquillit\u00e0 e non conoscono n\u00e9 impulsi incontrollabili n\u00e9 aggressivit\u00e0\u201d e riesce \u201ca stento credere che sia vero\u201d (vedi l\u2019editoriale della prossima settimana sulle \u201cSociet\u00e0 pacifiche\u201d).<\/p>\n<p>Freud ritiene che tra i primitivi ci\u00f2 che contava era la forza muscolare, tuttavia l\u2019intelletto e la ragione diventarono gradualmente pi\u00f9 forti. Egli nota come in tutte le societ\u00e0 i forti cerchino di aumentare il loro potere concepito come forza, e gli oppressi cerchino di unirsi contro di loro, <em>l\u2019unione fa la forza.<\/em><\/p>\n<p>Le unit\u00e0 in cui questo dramma si manifesta diventano pi\u00f9 grandi, \u201cla violenza \u00e8 superata dal trasferimento di potere a una unit\u00e0 pi\u00f9 grande che \u00e8 tenuta insieme dai legami emozionali tra i membri, \u2018identit\u00e0\u2019. I capi cercano dominio attraverso la violenza, gli oppressi giustizia uguale per tutti\u201d.<\/p>\n<p>Freud elogia la <em>pax romana<\/em> e \u201cuna Francia unificata pacificamente e prospera\u201d, nonostante le orribili manifestazioni di violenza che la portarono dove si trova.<\/p>\n<p>Egli si associa a Einstein: \u201cLe guerre potranno essere prevenute con certezza solo se l\u2019umanit\u00e0 si unisce e istituisce un\u2019autorit\u00e0 centrale cui conferire il diritto di prendere decisioni in merito ai conflitti di interesse \u2013 un\u2019autorit\u00e0 suprema, e investita del necessario potere .\u201d \u201cE\u2019 inutile tentare di eliminare le tendenze aggressive degli uomini\u201d.<\/p>\n<p>Anche Freud ha un assioma: \u201cLa mia convinzione \u00e8 questa. Per un tempo incalcolabile l\u2019umanit\u00e0 ha attraversato un processo culturalmente evolutivo. Dobbiamo a quel processo il meglio di quanto siamo diventati, e anche una buona parte di quello da cui siamo afflitti. Bench\u00e9 le sue cause e origini rimangano oscure e il suo esito incerto \u2013 l\u2019attitudine culturale e il terrore per una guerra futura \u2013 possono mettere fine alle dichiarazioni di guerra. Qualsiasi cosa che alimenti lo sviluppo della cultura lavora al contempo contro la guerra.\u201d<\/p>\n<p>Le Nazioni Unite, e in particolare il loro Consiglio di Sicurezza, erano state concepite per fare molto di quello che Einstein e Freud auspicavano, ma non riuscirono a realizzare granch\u00e9 di meglio della Lega delle Nazioni. La LN non pot\u00e9 fermare la bellicosit\u00e0 delle potenze dell\u2019Asse; le NU non sono capaci di fermare l\u2019aggressivit\u00e0 di USA-Israele; la LN fu altrettanto incapace di abolire il colonialismo quanto le NU di abolire il neo-colonialismo; n\u00e9 riescono a fermare il razzismo \u2013 su cui aveva fermamente argomentato il Giappone all\u2019inizio della LN. Se ci sar\u00e0 pi\u00f9 pace nel mondo, sar\u00e0 probabilmente dovuto in maggior misura a convinzioni morali e progresso sociale.<\/p>\n<p>Il modello legale, la pace per legge, li influenza al punto da non farsi un problema della \u201clegge\u201d. E Einstein sembra accettare l\u2019opinione di Freud che gli \u201cistinti\u201d siano innati, inclinazioni connaturate agli esseri umani, e non le rende problematiche. Gli esseri umani hanno la capacit\u00e0 di amare e collaborare, odiare e usare violenza, come qualcosa di innato, fuor di dubbio.<\/p>\n<p>Eppure quel qualcosa potrebbe anche essere stato tramandato dalla cultura di Freud, rinforzato o indebolito, un qualcosa di collettivo non solo individuale, perch\u00e9 entrambi erano interessati alla violenza collettiva. L\u2019apertura di Freud per la cultura era un passo avanti. Ma: ci sono culture e culture.<\/p>\n<p>Ed entrambi trascurano di analizzare il \u201cconflitto\u201d nei suoi elementi fondamentali, rendendo questo aspetto problematico. Lo adoperano non solo come se fosse un\u2019altro termine per violenza ma come qualcosa che debba essere \u201crisolto\u201d. Tuttavia, lo vedono dall\u2019alto come un processo che essi stessi avrebbero difficilmente accettato nelle loro vite matrimoniali problematiche. Perch\u00e9 non l\u2019istruzione, perch\u00e9 non gente che apprende sui conflitti e sulle loro soluzioni?<\/p>\n<p><em>Conclusione: <\/em>lasciate che natura e cultura si ripartiscano gli \u201cistinti\u201d, intesi come innate inclinazioni che le culture elaborano; includete come i conflitti possano essere \u201crisolti\u201d, trovando una soluzione alle incompatibilit\u00e0; concentratevi non solo su come cambiare gli esseri umani in modo da ridurre la violenza ma anche su come cambiare la realt\u00e0 sociale e naturale in modo che accolgano delle soluzioni. In pi\u00f9, includete le tracce lasciate dalla violenza del passato, i traumi.<\/p>\n<p>Le premesse sono tutte l\u00ec. Ma si pu\u00f2 ottenere un risultato migliore con un lavoro di prevenzione su conflitto e trauma piuttosto che con un lavoro in risposta alla violenza.<\/p>\n<p>____________________________________<\/p>\n<p><em>Titolo originale:<\/em> <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/06\/freud-einstein-on-peace\/\" >Freud-Einstein on Peace<\/a> &#8211; <em>TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Franco Lovisolo per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/06\/30\/freud-einstein-sulla-pace-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPerch\u00e9 la guerra?\u201d era il titolo della corrispondenza tra Sigmund Freud e Albert Einstein, 1932. Tra poco saranno trascorsi 85 anni. 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