{"id":95862,"date":"2017-07-24T12:00:36","date_gmt":"2017-07-24T11:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=95862"},"modified":"2017-07-22T19:49:48","modified_gmt":"2017-07-22T18:49:48","slug":"italiano-genova-2001-una-questione-ancora-aperta-intervista-a-lorenzo-guadagnucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/07\/italiano-genova-2001-una-questione-ancora-aperta-intervista-a-lorenzo-guadagnucci\/","title":{"rendered":"(Italiano) GENOVA 2001. Una questione ancora aperta. Intervista a Lorenzo Guadagnucci."},"content":{"rendered":"<p><em>Extrait\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>22 lug 2017 &#8211;<\/em> 16 anni dopo il G8 di Genova alla luce della legge sulla tortura. Il tuo pensiero e la tua sintesi della giornata.<\/p>\n<p><strong>Lorenzo GUADAGNUCCI<\/strong> _ Quello che si vede \u00e8 che sono passati sicuramente parecchi anni ormai. Nonostante ci sia, tuttora, e del resto \u00e8 in corso da tanto tempo, un lavoro di rimozione, a vari livelli, su quello che ha rappresentato, per vari aspetti, Genova, mi sembra che la questione sia ancora aperta per molti motivi.<br \/>\nUno \u00e8 sicuramente questo esito paradossale legislativo che si \u00e8 avuto appunto sulla legge sulla tortura che \u00e8 stata approvata, direi, fondamentalmente proprio per effetto, di lungo periodo, delle torture praticate durante il G8.<br \/>\nIl Parlamento ha approvato questa legge di fronte alle sentenze che stanno arrivando, prima nel 2015, l\u2019altra nel giugno scorso sulla Diaz, altre arriveranno per Bolzaneto, il motivo fondamentale \u00e8 quello.<br \/>\nIl Parlamento arriva ad approvare una legge \u2013 paradosso non casuale \u2013 una legge scritta in maniera cos\u00ec maliziosa, tradendo la volont\u00e0 di negare se stessa direi, che, come undici, tra Pm e giudici di Genova, che hanno avuto a che fare con processi Diaz e Bolzaneto, prima che la legge fosse approvata, hanno scritto alla Presidente della Camera, richiamando l\u2019attenzione sul fatto che si stava approvando una legge che non si applicherebbe alla Diaz e a Bolzaneto.<br \/>\nE per\u00f2 \u00e8 stata approvata ugualmente.<br \/>\nEvidentemente c\u2019\u00e8 un\u2019incapacit\u00e0, che poi \u00e8 una mancanza di volont\u00e0, di fare conti con quella stagione e con i suoi effetti, e questa \u00e8 una cosa molto grave.<br \/>\nSe anche ci spostiamo poi sul piano pi\u00f9 politico, e questo ha a che fare con gli abusi di potere che ci furono, il movimento era in piazza per delle ragioni non per il gusto di contestare qualcuno. Queste ragioni continuano ad essere accantonate. Sono state cancellate, direi, dall\u2019agenda pubblica, tanto che io credo sinceramente che il vero obiettivo poi, in fondo, fosse questo: criminalizzare il movimento, con un uso sproporzionato della violenza, sostenendo che era un movimento violento, in modo che le sue idee fossero a loro volta criminalizzate e tagliate fuori dal discorso. E questo \u00e8 quello che \u00e8 puntualmente avvenuto.<br \/>\nSe per\u00f2 vogliamo fare un\u2019analisi seria, rigorosa, di quello che il movimento, in quello squarcio di tempo del 2000\/2001, aveva da dire e guardiamo qual \u00e8 la situazione oggi, ci accorgiamo che \u00e8 stata veramente una tragedia l\u2019aver escluso quel filone, culturale e politico, dalla considerazione perch\u00e9 le domande che poneva il movimento erano quelle giuste, i temi che portava alla ribalta, e che per la prima volta venivano affrontati in quel modo, sono i temi di oggi. Lo strapotere della finanza, di questo si parlava a Genova, della questione del debito pubblico come strumento di dominio \u00e8 una delle questioni centrali, la libert\u00e0 di movimento da riconoscere a tutti.<br \/>\nLo stiamo vedendo oggi, la questione dei migranti \u00e8 quella che sta facendo saltare lo stato di diritto in Europa.<br \/>\nPer non parlare dell\u2019abuso nell\u2019estrazione delle risorse, delle disuguaglianze fra sud e nord del mondo e all\u2019interno anche del mondo anche pi\u00f9 sviluppato.<br \/>\nQuindi la voglia di rimozione che c\u2019\u00e8 stata, che ha fatto perdere di vista quell\u2019orizzonte, invece noi di quell\u2019orizzonte abbiamo bisogno spasmodico oggi perch\u00e9, ad alzare un po\u2019 lo sguardo, ormai sono dieci anni che c\u2019\u00e8 una crisieccessiva, sono dieci anni che ci dicono che sta per finire, che ritorna la crescita, che \u00e8 tutto a posto. In qualche modo siamo inchiodati a questa ideologia neoliberale che non ci fa veder pi\u00f9 niente. Siamo completamente ciechi di fronte a quello che succede.<br \/>\nIn teoria questa ricorrenza dovrebbe servirci a fare aprire gli occhi e a recuperare quel filo.<br \/>\nNella pratica questa \u00e8 una cosa che riguarda ancora delle minoranze.<br \/>\nResto dell\u2019idea per\u00f2 che le buone ragioni, le buone idee, alla fine, la spuntano.<\/p>\n<p><strong>SB_ Se parliamo di repressione e criminalizzazione dei dissensi, ieri e oggi, mi riferisco al 2001, tu vedi continuit\u00e0, discontinuit\u00e0 ?<\/strong><br \/>\n<strong>LG _ Genova ha aperto una stagione<\/strong> di frattura fra le forze di sicurezza, un certo modo di intendere l\u2019ordine, non solo l\u2019ordine pubblico di piazza, l\u2019idea di politica, l\u2019idea di politica che si ha. Brutalmente ha criminalizzato una parte importante del paese, la parte forse pi\u00f9 creativa in quel momento. Questa non \u00e8 una cosa che si cancella soprattutto se, come abbiamo detto, c\u2019\u00e8 una rimozione e non si fanno i conti con questo.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una continuit\u00e0 nel vissuto di chi lavora in polizia, ad esempio. Non aver fatto i conti con questa cosa porta oggi al paradosso di questi giorni. E\u2019 uscita la notizia che alcuni dei condannati per il processo Diaz, siccome sono scaduti i cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e siccome la polizia si \u00e8 rifiutata di applicare quello che la Corte europea chiede in questi casi e cio\u00e8 la rimozione dei condannati, torneranno in polizia.<br \/>\nQuesto \u00e8 un messaggio abbastanza potente che arriva a chi lavora in quell\u2019ambito. Quindi c\u2019\u00e8 sicuramente un elemento di continuit\u00e0.<br \/>\nNon ci sono state cose cos\u00ec clamorose come abbiamo vissuto nel 2001 per\u00f2 ci sono stati anche tanti episodi, addirittura con la morte di alcuni cittadini in mano alle forze di polizia, dove sono scattati meccanismo molto sibili a quelli che si videro a Genova: la falsificazione, la menzogna, il non collaborare con la magistratura, cercare di coprire invece di aprire le porte. Questa \u00e8 un po\u2019 l\u2019eredit\u00e0 di Genova.<\/p>\n<p><strong>SB_Violenza e tortura come strategia nella gestione della repressione del dissenso.<\/strong><br \/>\n<strong>LG_ Non fu niente di casuale quello che \u00e8 successo.<\/strong> Ovviamente non \u00e8 che si organizzano dei singoli episodi, passo per passo, ma \u00e8 strategia, nel senso che a Genova, che ricordo che era la pi\u00f9 importante manifestazione in Europa di quel movimento, ma ce ne furono anche altre precedentemente, e ovunque, in vari paesi europei, la scelta fu la stessa: affrontare questo movimento non come portatore di idee, di progetti e di proposte, ma come portatore di pericolo fisico, di pratiche violente da tenere sotto controllo.<br \/>\nIl movimento fu affrontato, in Svezia, in Repubblica Ceca, in Francia, in Italia \u2013 prima ancora di Genova a Napoli \u2013 con la stessa modalit\u00e0 intanto di allarme, allarme per l\u2019ordine pubblico diffuso ai quattro venti, e poi con un uso, \u00e8 il meno che possiamo dire, sproporzionato della forza. A Genova tutto questo \u00e8 stato esaltato dall\u2019importanza sia concreta della quantit\u00e0 dei partecipanti, sia mediatica che politica che aveva l\u2019evento, e quindi \u00e8 stato possibile fare quello che si \u00e8 fatto.<br \/>\nNon so se si pu\u00f2 dire che ci sia stata una strategia di tortura, forse questo non si pu\u00f2 dire, ma sicuramente non \u00e8 stato fatto niente per impedire che si arrivasse fino a quel punto.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 dimenticare, quando si parla di casi concreti di tortura \u2013 la Diaz e Bolzaneto \u2013 che quello che \u00e8 avvenuto ha a che fare con la sensazione, che poi si \u00e8 rivelata corretta, che gli esecutori materiali avevano, in quel momento, di <strong>garanzia di impunit\u00e0.<\/strong><br \/>\nA Bolzaneto non \u00e8 stato un episodio circoscritto a poche persone, fortuito: l\u00ec le violenze sono durate per tre giorni e da quel posto sono passate centinaia di agenti e funzionari.<br \/>\nLungo tre giorni \u2026<br \/>\nNon \u00e8 pensabile che tutto questo sia avvenuto senza che ci fosse una consapevolezza generalizzata di quello che si faceva l\u00ec dentro.<br \/>\nNon si pu\u00f2 pensare di relegare queste vicende a degli episodi circoscritti.<br \/>\nC\u2019\u00e8 dietro un\u2019accettazione di questa possibilit\u00e0, anche della tortura.<br \/>\n[\u2026]<br \/>\nIl progetto era di gestire in quel modo senza mettere confini, sino ad accettare anche la tortura.<\/p>\n<p><strong>[\u2026]<\/strong><\/p>\n<p><strong>SB_A che punto siamo ?<\/strong><br \/>\n<strong>LG<\/strong>_ Siamo al punto in cui dobbiamo <strong>confidare nella persuasione delle cose e dei propri convincimenti.<\/strong><br \/>\nCredo che tutto sia reversibile.<br \/>\nQuindi se c\u2019\u00e8 qualcuno che desiste, ci sar\u00e0 qualcun altro che resiste.<br \/>\nProbabilmente anche il panorama e la considerazione che dobbiamo avere dei vari soggetti in campo deve cambiare.<br \/>\nE occorre essere pi\u00f9 protagonisti. Per lo meno chi, nei vari ambiti, ha un ruolo, ha raggiunto una consapevolezza, forse in questa fase deve trovare la forza per fare qualcosa di pi\u00f9 e ricollegarsi il meglio possibile con altri che sono sulla stessa linea d\u2019onda.<br \/>\nCerto i tempi non sono facili mi sembra di poter dire per\u00f2 che c\u2019\u00e8 sempre una base di consapevolezza, di voglia di fare e sulla voglia si pu\u00f2 contare.<br \/>\nDovremo fare conto su questo.<\/p>\n<p><strong>Lorenzo<\/strong> restituisce il senso di essere ancora in piazza Alimonda.<\/p>\n<p>\u201d E\u2019 un clima del ritrovarsi. Una cosa comunque che rimane intergenerazionale.<br \/>\nChi c\u2019\u00e8 c\u2019era ma ci sono anche persone venute dopo, ragazzi \u2026<br \/>\nRimane un momento in cui ci si riconosce e si ribadisce una consapevolezza in un momento in cui ci viene detto delle cose del passato che sono fatti che non contano e che bisogna guardare altrove.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 uno di quei luoghi che ancora hanno un senso.\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>_________________________________________________<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/silvia-berruto.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-91570\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/silvia-berruto.jpeg\" alt=\"\" width=\"64\" height=\"64\" \/><\/a><em>\u00a0Silvia Berruto, sostenitrice del Comitato Verit\u00e0 e Giustizia per Genova<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/silviaberruto.wordpress.com\/2017\/07\/22\/genova-2001-una-questione-ancora-aperta-intervista-a-lorenzo-guadagnucci\/\" >Go to Original \u2013 silviaberruto.wordpress.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>22 lug 2017 &#8211; 16 anni dopo il G8 di Genova alla luce della legge sulla tortura. 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