{"id":98219,"date":"2017-09-11T12:01:10","date_gmt":"2017-09-11T11:01:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=98219"},"modified":"2017-09-05T16:55:02","modified_gmt":"2017-09-05T15:55:02","slug":"italiano-il-nucleare-civile-tra-le-pieghe-del-militare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/09\/italiano-il-nucleare-civile-tra-le-pieghe-del-militare\/","title":{"rendered":"(Italiano) Il nucleare civile\u2026 tra le pieghe del militare"},"content":{"rendered":"<p>1 settembre 2017 &#8211; Le recenti manifestazioni a favore del bando delle armi nucleari hanno dimostrato il crescente interesse della societ\u00e0 civile ad agire per scongiurare la minaccia di una guerra atomica. Il 7 luglio a New York con 122 voti a favore, 1 astenuto e 1 contrario, \u00e8 stata sancita e adottata dall\u2019Onu la messa al bando delle armi nucleari .<\/p>\n<p>Pur nel generale apprezzamento per questo Trattato, sono stati messi in evidenza alcuni limiti: uno di questi \u2013 come scrive Angelo Baracca in un <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/left.it\/2017\/07\/09\/le-armi-nucleari-sono-fuorilegge-firmato-lo-storico-trattato-onu-contro-la-proliferazione-se-72-anni-vi-sembran-pochi\/\" >recente intervento<\/a> \u2013 \u201c<em>\u00e8 quello di continuare ad insistere sul diritto degli Stati di sviluppare le tecnologie nucleari per usi civili, che ormai si sono dimostrate la porta per accedere alle tecnologie militari, poich\u00e9 il dual-use \u00e8 la caratteristica intrinseca e ineliminabile di questa tecnologia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/atoms-for-peace-300x193.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-98220\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/atoms-for-peace-300x193.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"193\" \/><\/a>L\u2019idea che fosse possibile utilizzare l\u2019energia contenuta nei nuclei atomici a fini pacifici fu lanciata nel 1953 con un celebre discorso di Eisenhower: \u201cAtoms for peace\u201d.<\/p>\n<p>Leonard Weiss<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/09\/01\/il-nucleare-civile-tra-le-pieghe-del-militare-elena-camino\/#sdfootnote1sym\" ><sup>1<\/sup><\/a>, nel 2003, si chiedeva se il progetto \u2018Atoms for Peace\u2019 non avesse accelerato la proliferazione, aiutando alcune nazioni ad acquisire arsenali pi\u00f9 avanzati proprio grazie alla possibilit\u00e0 di produrre combustibile per le centrali nucleari.<\/p>\n<p><em>Le centrali nucleari e la bomba: un legame pericoloso<\/em>. Era il 1984, e questo era il titolo di un libro scritto da Nanni Salio e pubblicato dalle Edizioni Gruppo Abele. In anni successivi Nanni ebbe spesso occasione di tornare sul tema delle relazioni tra lo sviluppo \u2018pacifico\u2019 e quello \u2018militare\u2019 dell\u2019energia nucleare, e affermava che:<\/p>\n<blockquote><p><em>La questione nucleare \u00e8 tale per cui civile e militare sono due facce della stessa medaglia: non c\u2019\u00e8 l\u2019uno senza l\u2019altro.<\/em><\/p>\n<p><em>La lotta contro il nucleare civile e militare \u00e8 stata uno dei grandi temi dei movimenti per la pace e nonviolenti, culminata nei referendum contro le centrali nucleari, a ridosso degli incidenti di Cernobyl e Fukushima. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Nel 2011 Angelo Baracca affermava \u201c<em>La vocazione distruttiva dell\u2019energia nucleare si riflette nel suo intrinseco dual-use, l\u2019impossibilit\u00e0 di separare usi \u201ccivili\u201d e militari. Tutti i paesi che hanno realizzato la bomba sono passati attraverso la costruzione di reattori nucleari<\/em>.\u201d E ancora: \u201c<em>Se davvero si realizzassero i sogni di rilancio del nucleare civile e la sua diffusione in molti paesi, i rischi di proliferazione militare aumenterebbero in modo incontrollabile.<\/em>\u201d<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/04\/la-tecnologia-nuclearex-militare-e-civilex-e-una-ricetta-per-il-disastrox-bisogna-chiudere-lxera-nucleare\/\" >https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/04\/la-tecnologia-nuclearex-militare-e-civilex-e-una-ricetta-per-il-disastrox-bisogna-chiudere-lxera-nucleare\/<\/a><\/p>\n<p>Come denuncia la Campagna Internazionale per l\u2019abolizione degli Armamenti Nucleari ( ICAN \u2013 <strong>International Campaign to Abolish Nuclear Weapons)<\/strong>, che \u00e8 stata una protagonista del recente successo ottenuto all\u2019ONU, \u201c<em>il plutonio \u00e8 prodotto dall\u2019uranio in un reattore nucleare. <\/em><em>I programmi nucleari militari e civili sono spesso strettamente collegati. La maggior parte dei casi recenti di proliferazione nucleare sono derivati da programmi che venivano esibiti come chiaramente pacifici\u201d <\/em>(<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.icanw.org\/the-facts\/catastrophic-harm\/production-of-nuclear-weapons\/\" >http:\/\/www.icanw.org\/the-facts\/catastrophic-harm\/production-of-nuclear-weapons\/<\/a>)<\/p>\n<p>Che implicazioni pu\u00f2 avere la grande partecipazione civile alle manifestazioni per il bando delle armi nucleari (in Italia e nel mondo) sul futuro delle centrali per la produzione di energia elettrica che sfruttano l\u2019energia nucleare? Che tipo di collaborazione si pu\u00f2 sviluppare verso le numerose comunit\u00e0 che in tutto il mondo manifestano pacificamente per difendere le loro terre e la loro salute contro le miniere, le centrali, i depositi radioattivi che alimentano la filiera degli \u2018atomi per la pace\u2019,?<\/p>\n<p>Per affrontare questo interrogativo pu\u00f2 essere utile qualche aggiornamento sul tema\u2026<\/p>\n<p><strong>Le centrali nucleari: quante, dove, con quali prospettive? <\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>Bulletin of the Atomic Scientists<\/strong> (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/thebulletin.org\/\" >http:\/\/thebulletin.org\/<\/a>) dal 1945 svolge una importante funzione di informazione rivolta a studiosi, decisori politici, pubblico interessato, su temi che riguardano gli armamenti nucleari e il disarmo, le tecnologie di applicazione dell\u2019energia nucleare, le problematiche emergenti con il cambiamento climatico. Sul loro sito si trovano dati scientifici, dibattiti politici, reports su entrambi gli usi dell\u2019energia nucleare, militari e civili.<\/p>\n<p>Il <strong>global nuclear power database<\/strong> disponibile sul suo sito (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/thebulletin.org\/global-nuclear-power-database\" >http:\/\/thebulletin.org\/global-nuclear-power-database<\/a>) \u00e8 uno strumento multimediale interattivo che consente di esplorare moltissime variabili relativamente allo stato dei reattori installati in centrali di produzione di energia nucleare, costruiti tra il 1951 e il 2017: si tratta di 754 reattori, di cui 90 sono stati abbandonati, alla cui costruzione hanno partecipato 41 nazioni.<\/p>\n<p>A gennaio 2017 risultano in fase di costruzione 55 reattori in 13 paesi: 34 in Asia, 10 nell\u2019Europa dell\u2019Est, 4 in Medio Oriente. Per almeno 35 di essi sono segnalati ritardi rispetto alle previsioni . Almeno 90 unit\u00e0 \u2013 il 12% dei reattori in costruzione \u2013 sono state abbandonate a vari stadi. Negli USA tra il 1977 e il 1989 sono stati interrotti i lavori di 40 unit\u00e0. Nel 2010 si stavano avviando i lavori per 15 nuove unit\u00e0 (10 in Cina), ma il numero \u00e8 caduto a 3 nel 2016.<\/p>\n<p>Con 90 unit\u00e0 completate e 8 in costruzione, la Westinghouse (da sola o con associati) \u00e8 l\u2019azienda che nel mondo ha costruito pi\u00f9 reattori. Framatome ha costruito 73 reattori, di cui 62 in Francia; dal 2001 ha cambiato nome in AREVA, e sta costruendo 4 reattori in Cina, Finlandia, e Francia \u2013 nessuno finora completato. Compagnie russe hanno avviato la costruzione di 128 reattori, interrompendone 28. 10 sono ancora in costruzione, di cui 4 fuori dalla Russia<\/p>\n<p>Il tempo necessario per la costruzione dei reattori \u00e8 stato tra 5 e 10 anni: 11 reattori hanno richiesto pi\u00f9 di 20 anni. Scorrendo il cursore sulla mappa mondiale interattiva offerta da questo database \u00e8 possibile sapere la situazione aggiornata dei singoli Paesi: quanti reattori in funzione, quanti in costruzione. In Giappone, per esempio, dove le attivit\u00e0 delle centrali nucleari erano state sospese dopo l\u2019incidente di Fukushima, i lavori sono stati di recente ripresi. In India sono 5 i reattori in costruzione, e due unit\u00e0 sono state avviate dopo Fukushima. In Cina i reattori in costruzione a gennaio 2017 sono 21.<\/p>\n<p><strong>Fukushima, cinque anni dopo <\/strong>(<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/thebulletin.org\/fukushima-five-years9224\" >http:\/\/thebulletin.org\/fukushima-five-years9224<\/a>)<\/p>\n<p>John Mecklin (capo redattore del Bulletin of the Atomic Scientists), in occasione del 5\u00b0 anniversario \u2013 nel 2016 \u2013 ha scritto un articolo in cui riassume la situazione, e chiede ad alcune persone di esprimere la loro opinione. A suo parere i nomi di Fukushima, Chernobyl, Three Mile Island, e ovviamente Hiroshima e Nagasaki non evocano solo lo spettro pauroso di una enorme potenza, accompagnata da una minaccia invisibile, ma vengono associati a un senso di fallimento, all\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 di mantenere il controllo di tale potenza. Come \u00e8 noto, l\u201911 marzo 2011 un terremoto di magnitudo 8,9 localizzato al largo della costa nord orientale del Giappone provoc\u00f2 uno tsumani, con onde di circa 15 metri, che si abbatterono contro la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, interrompendo l\u2019alimentazione elettrica e causando un blackout al sistema di raffreddamento dei reattori. Per settimane non fu chiaro se sarebbe stato possibile raffreddare i tre noccioli dei reattori danneggiati con sistemi diversi, e se sarebbe stato possibile controllare l\u2019emissione di radiazioni.<\/p>\n<p>Ora, cinque anni dopo l\u2019incidente, Fukushima viene riconosciuta in tutto il mondo come simbolo, ma vi \u00e8 ancora un acceso dibattito \u2013 in Giappone e nel mondo \u2013 sulla realt\u00e0 della situazione. Vaste quantit\u00e0 di acqua contaminata sono ancora presenti nel sito del reattore danneggiato, insieme a quella che \u00e8 stata immagazzinata in circa 1000 grandi contenitori . Estese aree nella regione circostante sono ancora contaminate; non si \u00e8 ancora trovata una soluzione su che cosa fare con i tre noccioli fusi. Eppure il Giappone ha iniziato a rimettere in funzione alcune unit\u00e0 della flotta di reattori nucleari che erano stati spenti dopo l\u2019incidente di Fukushima, nonostante che i primi orientamenti del governo dopo l\u2019incidente fossero stati verso l\u2019abbandono dell\u2019energia nucleare.<\/p>\n<p>Nel resto del mondo le reazioni sono state contraddittorie: la Germania ha annunciato che avrebbe chiuso le centrali, e lo sta facendo, gli Stati Uniti hanno provato a rivedere i regolamenti , ma se i cambiamenti siano reali o simbolici \u00e8 ancora da verificare.<\/p>\n<p>Inoltre, alcuni degli scienziati che si occupano di cambiamenti climatici spingono per un aumento dell\u2019uso dell\u2019energia nucleare per contrastare l\u2019effetto serra, e parecchie nazioni \u2013 in primo luogo la Cina, che ha in costruzione 26 nuove centrali e progetta di costruirne altre \u2013 sono avviate a una significativa espansione nell\u2019uso dell\u2019energia nucleare. Alla luce di questa disparit\u00e0 di opinioni e di scelta, il Bulletin ha invitato un gran numero di esperti del settore a esprimere il loro parere sul disastro avvenuto 5 anni fa a Fukushima, nella speranza di ravvivare la discussione sulle lezioni che sono o non sono state apprese, e sui passi che sono o non sono stati intrapresi per migliorare le condizioni di sicurezza del nucleare nel mondo. I commenti \u2013 in inglese \u2013 si possono leggere in coda all\u2019articolo.<a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/World-Nuclear-Industry-Status-Report-300x60.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-98221\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/World-Nuclear-Industry-Status-Report-300x60.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"60\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Sguardi critici sull\u2019industria nucleare<\/strong><\/p>\n<p>Un gruppo di studiosi ed esperti indipendenti pubblica da alcuni anni delle relazioni sullo stato dell\u2019Industria nucleare mondiale: the <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.worldnuclearreport.org\/\" ><em>World Nuclear Industry Status Reports<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>La pubblicazione del prossimo Report (<em>World Nuclear Industry Status Report 2017<\/em> \u2013 WNISR2017) \u00e8 prevista per il prossimo mese di settembre a Parigi. Nel frattempo, sul loro sito vengono continuamente pubblicati degli aggiornamenti che riguardano eventi, progetti, novit\u00e0 nel settore dell\u2019industria nucleare. Abbiamo scelto tre di queste \u2018News\u2019, di cui proponiamo qui una sintesi, che ci danno un\u2019idea sia dell\u2019orientamento attuale sia di alcuni aspetti controversi e irrisolti.<\/p>\n<p><strong>30 giugno 2017. Il primo reattore in costruzione nel 2017 \u00e8 Kudankulam-3 in India<\/strong><\/p>\n<p>(<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.worldnuclearreport.org\/First-Construction-Start-in-the-World-in-2017-Kudankulam-3-in-India.html\" >https:\/\/www.worldnuclearreport.org\/First-Construction-Start-in-the-World-in-2017-Kudankulam-3-in-India.html<\/a>)<\/p>\n<p>Il 29 giugno 2017 il Consorzio russo <u>Rosatom <\/u>ha annunciato ufficialmente l\u2019avvio dei lavori di costruzione del 3\u00b0 reattore della centrale nucleare di Kudankulam, in Tamilnadu (india), che dovrebbe essere completato in 6 anni. La costruzione del primo reattore ha richiesto 11 anni per essere completata; quella del secondo reattore, iniziato nel 2002, \u00e8 stata conclusa nel 2016, nonostante la forte opposizione delle popolazioni locali.<\/p>\n<p>Il 19\u00a0giugno\u00a02017 l\u2019Ente di controllo per l\u2019energia atomica (Atomic Energy Regulatory Board \u2013 AERB) ha dato l\u2019autorizzazione alla costruzione dei reattori 3 e 4. Ma un movimento ambientalista con base a Chennai, il \u201cPoovulagin Nanbaragal (Friends of the Earth)\u201d, che da anni si oppone all\u2019impianto di Kudankulam, ha dichiarato che tale autorizzazione \u00e8 illegale, soprattutto perch\u00e9 la densit\u00e0 di popolazione nell\u2019area circostante \u00e8 molto superiore a quella prevista dalle norme.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una causa in corso tra l\u2019Associazione e l\u2019Ente di controllo, e la Corte Suprema dovrebbe pronunciarsi in merito.<\/p>\n<p><strong>Le radiazioni di Fukushima per le Olimpiadi 2020?<\/strong><\/p>\n<p>Il 21 luglio 2017 un giornalista della rivista Truthout (USA), Dahr Jamail, pubblica un articolo in cui segnala che il Giappone sta progettando di esporre il suo popolo e i partecipanti alle Olimpiadi del 2020 alle radiazioni di Fukushima. (<u><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.truth-out.org\/news\/item\/41280-japan-plans-to-expose-its-people-and-2020-tokyo-olympians-to-fukushima-radiation\" >Japan Plans to Expose Its People and 2020 Tokyo Olympians to Fukushima Radiation<\/a> <\/u>).<\/p>\n<p>Arnie Gundersen, un esperto che coordin\u00f2 i progetti di 70 centrali nucleari in USA, si dichiara sconvolto dal modo con cui il governo giapponese sta gestendo la crisi nucleare di Fukushima. \u201c<em>E\u2019 terribile la mancanza di umanit\u00e0 del governo nei confronti dei rifugiati<\/em>.\u201d Gundersen, che sul disastro di Fukushima Daiichi ha pubblicato articoli e libri, sostiene che il governo e l\u2019industria atomica giapponese stanno cercando di forzare tutta la gente che era stata evacuata dopo l\u2019incidente di Fukushima a tornare a \u201ccasa\u201d prima delle Olimpiadi del 2020.<\/p>\n<p>A marzo il governo federale giapponese ha sospeso i sussidi che assegnava agli sfollati: questa decisione obbligher\u00e0 molti di loro a tornare nei loro paesi per necessit\u00e0 economica. Il Comitato Olimpico Internazionale dal canto suo sta cercando di presentare la situazione come normalizzata, e di far giocare gli incontri di baseball e softball games a Fukushima.<\/p>\n<p>Gundersen ritiene che questi orientamenti siano dettati dall\u2019interesse del governo giapponese, che \u00e8 filo-nucleare, a dichiarare risolto il problema Fukushima. Ma secondo lui il problema \u00e8 ancora aperto, e le case non sono abitabili.<\/p>\n<p><strong>Scorie nucleari: pianificare per i milioni di anni a venire <\/strong><\/p>\n<p>Sulla rivista<strong> \u201c<\/strong>China Dialogue\u201d il 27 aprile 2017 \u00e8 stato pubblicato un articolo di Ruby Russell<\/p>\n<p>(<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.chinadialogue.net\/article\/show\/single\/en\/9755-Nuclear-waste-Planning-for-the-next-million-years\" >Nuclear waste: Planning for the next million years<\/a>) che mette in evidenza che \u2013 31 anni dopo l\u2019incidente di Chernobyl \u2013 non sia ancora stato raggiunto un accordo su come gestire le scorie nucleari.<\/p>\n<p>L\u2019Autore osserva che, 60 anni dopo l\u2019entrata in funzione del primo reattore nucleare i n Russia e 31 anni dopo Chernobyl, la maggior parte dei Paesi non sono ancora giunti a un accordo su come immagazzinare in modo sicuro le scorie nucleari.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti di tutti nella ricerca di soluzioni \u00e8 la Finlandia, con il primo deposito permanente di scorie nucleari, che dovrebbero essere seppellite a 400 metri di profondit\u00e0 in uno strato roccioso di granito nell\u2019isola di Olkiluoto, al largo della costa, dove i progettisti dichiarano che sar\u00e0 sicuro per i prossimi 100.000 anni. Gruppi di artisti e di filosofi stanno discutendo su come comunicare alle future generazioni la pericolosit\u00e0 del luogo \u2013 ipotizzando che possano essere popolazioni molto diverse da noi. Ma anche su scale temporali pi\u00f9 brevi, i problemi tecnici, economici e sociali della gestione delle scorie radioattive sono enormi. La Finlandia inizier\u00e0 a seppellire scorie nel 2020, e ci si aspetta che il processo continuer\u00e0 per cento anni. Sembra un periodo lungo, e lo \u00e8 \u2013 se si considera che l\u2019osservazione della prima reazione nucleare avvenne meno di 100 anni fa, nel 1919.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/mappa-india-nucleare-259x300-nuclear-india-brics-map.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-98222 alignleft\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/mappa-india-nucleare-259x300-nuclear-india-brics-map.png\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"300\" \/><\/a><strong>Controversie sul nucleare \u2018pacifico\u2019<\/strong><\/p>\n<p>Presso l\u2019Universit\u00e0 Autonoma di Barcellona (Institute of Environmental Science and Technology \u2013 ICTA) un gruppo di ricercatori \u00e8 impegnato da alcuni anni a documentare controversie socio-ambientali nel mondo, e ha messo a disposizione un Atlante per la Giustizia Ambientale (Environmental Justice Atlas) consultabile al sito <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ejatlas.org\/#ejolt\" >https:\/\/ejatlas.org\/#ejolt<\/a>. Tra i conflitti in atto \u2013 per lo pi\u00f9 tra popolazioni locali e grandi imprese (spesso sostenute dai governi) \u2013 sono numerose quelle che riguardano la filiera dell\u2019energia nucleare: le miniere, i luoghi di costruzione delle centrali nucleari, i siti di deposito delle scorie. In questa cartina sono segnate le controversie che riguardano la sola India.<\/p>\n<p>Ma i conflitti di questo tipo sono numerosi , anche se i media ne danno poche notizie.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/manif-nucleare-750x371-australia-nuclear-free.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-98224\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/manif-nucleare-750x371-australia-nuclear-free.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/manif-nucleare-750x371-australia-nuclear-free.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/manif-nucleare-750x371-australia-nuclear-free-300x148.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Pragmatismo del tempo presente <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Istituto per l\u2019Energia Nucleare (Nuclear Energy Institute) fondato nel 1994, deriva dalla fusione di varie realt\u00e0 industriali che si occupano di energia nucleare (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.nei.org\/\" >https:\/\/www.nei.org\/<\/a>)<\/p>\n<p>Il 17 agosto 2017 sul loro sito (https:\/\/www.nei.org\/News-Media\/News\/Japan-Nuclear-Update) hanno dato notizia che i responsabili di due centrali nucleari giapponesi \u2013 Kansai Electric Power Co. e Kyushu Electric Power Co. \u2013 hanno consegnato all\u2019autorit\u00e0 competente (la Japan\u2019s Nuclear Regulation Authority \u2013 NRA), i documenti necessari per riavviare i reattori Ohi 3 e 4, e Genkai 3.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/logo-Nuclear-Energy-Institut-300x200.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-98226 size-full alignright\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/logo-Nuclear-Energy-Institut-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>Per poter essere riattivati i reattori giapponesi devono rispondere a una serie di requisiti tecnici e ottenere il consenso del governo locale.<\/p>\n<p>Dei 42 reattori potenzialmente attivabili in Giappone, 5 sono rientrati in funzione negli ultimi mesi. A quanto pare il governo giapponese \u00e8 orientato a riprendere gradualmente la produzione di energia da fonti nucleari.<\/p>\n<p><strong>Nuove prospettive nucleari in USA?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 una notizia degli ultimi giorni: anche se nel resto degli Stati Uniti si stanno chiudendo le centrali nucleari, in Georgia la grande industria sta puntando alla costruzione di due enormi reattori nei prossimi 5 anni (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/08\/31\/business\/georgia-vogtle-nuclear-reactors.html\" >https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/08\/31\/business\/georgia-vogtle-nuclear-reactors.html<\/a>). La Georgia Power ha presentato domanda di approvazione per costruire questi reattori nella centrale Alvin W. Vogtle, vicino ad Augusta, che ospita gi\u00e0 due reattori costruiti negli anni 1980. Sotto la presidenza di Donald Trump si assister\u00e0 forse a una inversione di tendenza sulle fonti energetiche? E che implicazioni potr\u00e0 avere tutto ci\u00f2 rispetto al trattato per il bando degli armamenti nucleari?<\/p>\n<p><strong>NOTA:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/09\/01\/il-nucleare-civile-tra-le-pieghe-del-militare-elena-camino\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a> Leonard Weiss, \u201cAtoms for Peace,\u201d <em>Bulletin of the Atomic Scientists<\/em> 59, no. 6 (November-December 2003), pp. 41-42.<\/p>\n<p>____________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/09\/01\/il-nucleare-civile-tra-le-pieghe-del-militare-elena-camino\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1 settembre 2017 &#8211; Le recenti manifestazioni a favore del bando delle armi nucleari hanno dimostrato il crescente interesse della societ\u00e0 civile ad agire per scongiurare la minaccia di una guerra atomica. Il 7 luglio a New York con 122 voti a favore, 1 astenuto e 1 contrario, \u00e8 stata sancita e adottata dall\u2019Onu la messa al bando delle armi nucleari . <\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-98219","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98219","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=98219"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98219\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=98219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}