{"id":98963,"date":"2017-09-25T12:01:09","date_gmt":"2017-09-25T11:01:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=98963"},"modified":"2017-09-24T15:17:16","modified_gmt":"2017-09-24T14:17:16","slug":"italiano-india-cosi-grande-cosi-sconosciuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/09\/italiano-india-cosi-grande-cosi-sconosciuta\/","title":{"rendered":"(Italiano) India, cos\u00ec grande, cos\u00ec sconosciuta"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>India, alle radici dell\u2019industrializzazione selvaggia<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/medha-300x300-elena-camino-india.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-98964\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/medha-300x300-elena-camino-india.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/medha-300x300-elena-camino-india.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/medha-300x300-elena-camino-india-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>18 settembre 2017 &#8211; <\/em>Torino, dicembre 2007. Viene in visita a Torino un\u2019attivista indiana di nome Medha Paktar, gi\u00e0 nota per la sue lotte a difesa di popolazioni minacciate di essere allontanate dai loro territori in seguito alla costruzione di una grande diga sul fiume Narmada. Nel corso della sua visita incontra sindacalisti, industriali, attivisti ed \u00e8 invitata a un incontro presso il Centro Studi Sereno Regis, che pubblica <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2007\/12\/19\/medha-patkar-scrive-ai-parlamentari-italiani\/\" >il testo di una sua lettera<\/a> rivolta ai parlamentari italiani. Nel Bengala occidentale \u00e8 in atto una \u201ccampagna di industrializzazione\u201d che \u00e8 stata inaugurata dalla Prima Industria indiana (la conglomerata Tata) in collaborazione con la Prima Industria italiana (Fiat) su un progetto che \u201cha fatto da perno\u201d agli investimenti dall\u2019Italia. Medha Paktar porta la voce di contadini, artigiani, pescatori di Singur che non ritengono persa la loro battaglia. Ma il tentativo di ricreare condizioni accettabili di sussistenza, dopo essere stati privati della sicurezza del lavoro nei campi, \u00e8 una lotta impari.<\/p>\n<p>Negli stessi giorni Medha Paktar <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.peacelink.it\/ecologia\/a\/24400.html\" >viene intervistata da Daniela Bezzi<\/a>, una giornalista freelance, che la conosce dai tempi dei suoi primi impegni a difesa di comunit\u00e0 rurali in India: \u201cLa prima volta che la incontrai (non confusa in un vociante corteo o nella folla di un comizio; ma di persona, per un\u2019intervista) fu a Mumbai, in occasione di un sit-in di protesta contro le requisizioni di terra lungo il corso del fiume Narmada, assediato da un folle progetto di dighe: oltre 3000 tra piccole, medie e grandi. I lavori sulla diga pi\u00f9 grande di tutte, la Sardar Sarovar, erano appena ripresi nonostante il vincolo (con tanto di sentenza della Corte Suprema dell\u2019India!) di assicurare alternative di vita, ovvero di terra, alle popolazioni che avrebbero dovuto sloggiare. Era il marzo 2003\u201d.<\/p>\n<p>Il progetto della Tata a Singur non \u00e8 stato portato avanti, ed \u00e8 rimasto come esempio positivo nella storia delle lotte nonviolente in difesa dei propri spazi di vita. Diversamente sono andate le cose in un altro conflitto socio-ambientale, quello sorto in relazione alla progettazione e costruzione di una serie di dighe lungo il fiume Narmada, che port\u00f2 all\u2019allagamento di ampie estensioni di terreni fertili, abitati da sempre da comunit\u00e0 stanziali di contadini.<\/p>\n<p><strong>India, il dramma delle dighe<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/cop_marina_forti_signora_narmada-192x300.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-98965\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/cop_marina_forti_signora_narmada-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"300\" \/><\/a>il <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.nvda.nic.in\/\" ><strong>Narmada Valley Development Plan<\/strong><\/a> (Nvdp) \u00e8 un ambizioso progetto partito alla fine degli anni \u201980 in India, che prevedeva la costruzione di un <strong>sistema di 3.165 dighe lungo il fiume Narmada<\/strong>, che scorre per pi\u00f9 di 1.300 km attraversando tre Stati dell\u2019India (Madhya Pradesh, Maharashtra e Gujarat). La valle del fiume \u00e8 abitata da 25 milioni di persone, e dalla met\u00e0 degli anni \u201980 \u00e8 teatro di un <strong>forte conflitto<\/strong> che vede la popolazione opporsi duramente alla costruzione, finanziata dai Governi con numerosi sponsor privati, di un enorme sistema di dighe, tre delle quali particolarmente imponenti. Nel 2004 una giornalista italiana, Marina Forti, pubblica un libro dal titolo \u201c<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.feltrinellieditore.it\/news\/2007\/01\/03\/marina-forti-terminati-i-lavori-alla-diga-di-narmada-7837\/\" >La signora di Narmada<\/a>\u201d, in cui racconta la storia della lotta del ?Movimento per la salvezza della valle di Narmada\u201d (?Narmada Bachao Andolan\u201d) che, nato a met\u00e0 degli anni \u201980, ancora oggi si batte per fermare la diga e perch\u00e9 gli sfollati ricevano terra coltivabile dove risistemarsi: ?terra in cambio di terra\u201d, e non solo qualche soldo di risarcimento e un futuro negli slum urbani. Tra le personalit\u00e0 di spicco di questo movimento c\u2019\u00e8 Medha Paktar: \u00e8 lei la \u2018signora di Narmada\u2019, che insieme ad attivisti, intellettuali, studiosi cerca di aiutare le decine di migliaia di sfollati, facendo pressione sul governo perch\u00e9 vengano risistemati con nuove case, nuove terre e risarcimenti.<\/p>\n<p><strong>Una donna tenace<\/strong><\/p>\n<p>Medha Paktar \u2013 nata nel 1954 \u2013 \u00e8 stata presente di fianco alle popolazioni locali in molte delle lotte nonviolente che dagli anni \u201980 ad oggi hanno caratterizzato l\u2019impari confronto tra il governo indiano, con i suoi sostenitori locali (industriali, imprenditori) e internazionali (la Banca Mondiale, le multinazionali ) e le comunit\u00e0 di contadini, di pescatori, di popolazioni indigene che hanno cercato di opporsi al saccheggio e alla distruzione delle loro terre e delle loro case. Le fotografie che la ritraggono qui sotto mostrano i cambiamenti dell\u2019et\u00e0 e della vita faticosa, dalle manifestazioni del 1994\u00a0(a sinistra) fino agli eventi pi\u00f9 recenti, di pochi mesi fa, al termine di un digiuno durato 17 giorni (a destra).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/metha-paktar-300x231.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-98966\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/metha-paktar-300x231.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"231\" \/><\/a>Le vicende degli ultimi mesi vedono ripetersi il dramma degli sfollati e dei profughi, a causa dell\u2019ulteriore innalzamento di una delle dighe: \u00e8 del 23 agosto scorso la notizia, pubblicata dalla <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.countercurrents.org\/author\/national-alliance-of-peoples-movements\/\" >National Alliance of People\u2019s Movements<\/a> che Medha Paktar \u00e8 stata scarcerata su cauzione dopo 15 giorni di prigione. Era stata arrestata, insieme ad altri attivisti, per aver manifestato contro la decisione del governo del Madhya Pradesh di aumentare ancora una volta l\u2019altezza di una diga sul fiume Narmada, provocando l\u2019allagamento di una vasta area, i cui abitanti non hanno avuto una risistemazione adeguata e permanente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/metha-paktar-02-elena-camino-india.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-98967\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/metha-paktar-02-elena-camino-india.jpg\" alt=\"\" width=\"236\" height=\"160\" \/><\/a><strong>Ancora manifestazioni nonviolente<\/strong><\/p>\n<p>5 Settembre 2017. Satyagraha, ahimsha, fast\u2026 sono ancora queste le parole che accompagnano le proteste di Medha Paktar e degli attivisti della <u><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.countercurrents.org\/author\/national-alliance-of-peoples-movements\/\" >National Alliance of People\u2019s Movements<\/a><\/u><u>: <\/u>la ricerca della verit\u00e0, la nonviolenza, il digiuno, e insieme lettere, appelli, inviti ai governi e alla societ\u00e0 civile, perch\u00e9 il governo accolga la richiesta di non procedere ad allagare per 214 km le aree a monte della diga (ormai alta 138 metri). In quel territorio vivono comunit\u00e0 di piccoli villaggi con case, campi coltivati e pascoli, negozi, templi, moschee, animali, migliaia di alberi. Come si pu\u00f2 \u2013 come invece ha fatto il governo \u2013 dichiarare completata la diga e celebrarla come un dono alla nazione, se non si provvede a trovare una adeguata risistemazione alle popolazioni, a preservare i luoghi archeologici, a riforestare altre zone per compensare i boschi allagati?<\/p>\n<p>Attualmente ci sono circa 40.000 famiglie che vivono nell\u2019area destinata ad essere sommersa. Le promesse di ricollocamento fatte dal governo sono state respinte, perch\u00e9 si tratta di luoghi diversi da quelli concordati, senza le possibilit\u00e0 di vita e di lavoro per pescatori, artigiani, contadini senza terra; le abitazioni sono temporanee, e non rispondono alle leggi e ai requisiti stabiliti dalla Corte Suprema.<\/p>\n<p>Il 15 settembre sono state aperte le chiuse, e l\u2019acqua sta sommergendo ampie zone intorno alla diga. Per il 17 settembre \u00e8 prevista una visita alla diga da parte del Primo Ministro, Narendra Modi, accompagnato da centinaia di Sadhu, Primi Ministri di vari Stati, e grandi e costosi festeggiamenti per il suo 67<sup>mo <\/sup>compleanno. Gli attivisti invece hanno appena concluso un lungo pellegrinaggio \u2013 il Narmada Nyay Yatra \u2013 attraverso i villaggi minacciati, e stanno organizzando incontri, dibattiti e altre azioni dimostrative per chiedere sostegno sia in India, sia a livello internazionale, per ottenere giustizia umana, sociale e legale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/diga-Sardar-Sarovar-narmada-300x185-elena-camino-india.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-98968\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/diga-Sardar-Sarovar-narmada-300x185-elena-camino-india.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"185\" \/><\/a>Ed ecco un titolo di giornale fresco di stampa (17 settembre): <strong>\u2018<\/strong><strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.ndtv.com\/india-news\/sardar-sarovar-dam-project-10-things-to-know-1751285\" >Miracolo ingegneristico\u2019<\/a><\/strong><strong>, dice il Primo Ministro Narendra Modi: una guida in 10 punti alla diga Sardar<\/strong> <strong>Sarovar<\/strong>. L\u2019articolo riferisce le parole pronunciate da Narendra Modi in un incontro pubblico dopo la cerimonia: \u201c<em>Una gigantesca campagna di disinformazione \u00e8 stata condotta contro il progetto della diga, che \u00e8 un miracolo di ingegneria\u201d.<\/em> La prima pietra \u00e8 stata posta da Nehru quasi 60 anni fa, il 5 Aprile del 1961.Ma la costruzione ha avuto inizio solo nel 1987. E Modi prosegue: <em>\u201c La diga di Sardar Sarovar diventer\u00e0 simbolo della nuova ed emergente potenza dell\u2019India<\/em>.\u201d<\/p>\n<p><strong>Due, dieci, mille Indie<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019India sta raggiungendo la Cina, e si sta avviando a diventare la Nazione pi\u00f9 popolosa del mondo: 1 miliardo e 346 milioni di abitanti, a fronte della Cina (1 miliardo e 389 milioni). Dietro le cifre che attestano la vistosa crescita economica di questo Paese ci sono problemi sempre pi\u00f9 drammatici, e che si stanno aggravando: povert\u00e0, ingiustizia sociale, degrado ambientale, conflitti violenti. Tra alcuni giorni \u2013 presso il Centro Studi Sereno Regis \u2013 sar\u00e0 possibile conoscere alcuni di questi aspetti dell\u2019India, che non compaiono sui principali media. Nell\u2019incontro \u201c <strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/evento\/altre-indie-percorsi-di-ricerca-nellindia-che-scompare\/\" >Altre Indie. Percorsi di ricerca nell\u2019India che scompare<\/a><\/strong><strong>\u201d <\/strong>si potranno ascoltare i racconti e le riflessioni di alcuni testimoni: giovani studiose che hanno condotto ricerche sul campo, un esperto delle condizioni dei tribali, e la giornalista Daniela Bezzi, che da tantissimi anni segue con grande impegno le vicende di vari movimenti di protesta in India, da quelli nonviolenti contro le grandi dighe (si veda l\u2019intervista sopra citata a Medha Paktar, del 2003) a quelli di gruppi armati che agiscono soprattutto nella fascia centrale dell\u2019India<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/09\/18\/india-cosi-grande-cosi-sconosciuta-elena-camino\/#sdfootnote1sym\" ><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><strong>NOTA:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/09\/18\/india-cosi-grande-cosi-sconosciuta-elena-camino\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a> Daniela BEZZI \u2013 Corridoio rosso. Viaggio nel Jharkhand tribale, epicentro di un territorio ingovernabile conteso da etnie, movimenti ribelli, grandi industrie a caccia di materie prime. L\u2019efficienza dei maoisti. Una campagna elettorale tra miseria, corruzione e India Shining. In \u201cLIMES \u2013 Pianeta India: politica, societ\u00e0, cinema, conflitti\u2026\u201d, 2009.<\/p>\n<p>________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/09\/18\/india-cosi-grande-cosi-sconosciuta-elena-camino\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viene in visita a Torino un\u2019attivista indiana di nome Medha Paktar, gi\u00e0 nota per la sue lotte a difesa di popolazioni minacciate di essere allontanate dai loro territori in seguito alla costruzione di una grande diga sul fiume Narmada. 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