(ITALIAN) REGGIO EMILIA 1 MARZO 2010. DA SUD A NORD: UN’ALLEANZA PER LA DEMOCRAZIA

COMMENTARY ARCHIVES, 14 Mar 2010

Silvia Berruto

Parte prima

La manifestazione è espressione dell’Alleanza con la Locride e la Calabria, contro la ‘ndrangheta e le massonerie deviate, per la democrazia ed il bene comune.

Promossa nel 2008 dal Consorzio GOEL della Locride, da Calabria Welfare e da Comunità Libere, l’Alleanza è oggi una realtà concreta, composta sinora da 720 enti e da 3032 persone singole che hanno sottoscritto il Manifesto.

La manifestazione si svolta nel 2008 a Locri e a Crotone nel 2009.

Il 1 marzo 2010 si è svolto a Reggio Emilia perché questa città si è distinta – si legge nel volantino di presentazione della manifestazione – per un chiaro impegno di lotta contro l’infiltrazione della ‘ndrangheta e delle massonerie deviate.

L’organizzazione è stata curata dal Comitato Organizzativo Festa 1 marzo 2010 a Reggio Emilia, nato dall’Alleanza con la Locride e la Calabria e promosso da CO.LO.RE. (coordinamento Locride-Reggio Emilia), dall’ANPI di Reggio Emilia (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e dalla SCUOLA DI PACE di Reggio Emilia.

Scopo del comitato è la sensibilizzazione del territorio rispetto alle mafie e alle massonerie deviate anche attraverso la costituzione di un Osservatorio Civico Antimafia.

Rispetto al 1 marzo 2008 e al 1 marzo 2009 a Reggio Emilia si è respirata un’atmosfera decisamente nordica, totalmente diversa da quella che si è provata a Crotone o che si è sentita a Locri e che ci portiamo dentro.

Un senso generale di leggerezza e di festa si è sostituito, pervadendolo, a quello che, nella Locride, era invece il registro profondo di una consapevolezza collettiva, alta, certamente dovuta a congiunture quotidiane diverse e non comparabili a quelle di Reggio Emilia.

Forse per Reggio si potrebbe parlare di un attivismo "nordico" più professionalizzato e razionale, ma certamente meno istintivo e sanguigno, dove è il contesto, qui forse solo apparentemente più sostenibile, a fare la differenza.

Infatti tra le varie segnalazioni dall’organizzazione locale giunge l’informazione secondo la quale Reggio Emilia sarebbe la terza città italiana "per usura".

Dal volantino di del Comitato provinciale NoPacchettoSicurezza – Associazione Città Migrante si apprende che Reggio Emilia è la quarta città italiana per numero di irregolari.

Nonostante il fermento, anche positivo e propositivo, l’ambiente risulta meno "caldo" rispetto al sud ma anche meno "peso" come si dice da queste parti.

Meno palpabili sono, qui, il concetto e la presenza stessa della ‘ndrangheta.

A Locri era percepibile a pelle la sensazione di ‘ndrangheta, come di qualche cosa che c’è ma che non si vede, che noi, valdostani e non, del profondo nord, non potremo scordare mai perché scolpita nei volti delle cittadine e dei cittadini "barricati" dietro vetri, serrande abbassate, o dietro a persiane che si chiudevano al procedere del nostro corteo.

Dal palco Don Eugenio Morlini, uno degli organizzatori, sottolinea l’intento che è quello di realizzare "un’Alleanza grande per una democrazia dappertutto che è partita dal sud ed ha raggiunto anche il Nord. Vogliamo proprio una democrazia libera da ogni marchio.
La prima testimonianza la ascoltiamo dai partigiani.

La ascoltiamo proprio con cuore attento alla Resistenza di chi ha lottato tanto perché ci fosse la Libertà anche per tutti noi."

Quindi il partigiano Giacomo Notari prende la parola e dice alla piazza: "I partigiani di Reggio, quelli vecchi come noi e quelli giovani, hanno aderito con entusiasmo a questa grande iniziativa che ci collega direttamente col Sud.

Ma noi, che veniamo da lontano, dalla Guerra di Liberazione, ricordiamo i braccianti agricoli, i democratici del sud che si battevano per avere le terre del latifondo, per renderle fertili, per produrre, per avere lavoro al Sud e che sono morti: a Melissa, a Montescaglioso … e soprattutto nel 1 maggio del 1947 a Portella della Ginestra … e a Crotone.

Questi sono eroici partigiani del sud che, come noi, si sono battuti per avere un’Italia democratica, antifascista, dove la LIBERTA’ si possa misurare ogni giorno sui fatti.

Se riusciamo a mantenere questa grande organizzazione, iniziative come queste in tutta l’Italia del nord io credo che sigilleremo un patto che non sarà facile, da parte delle mafie, delle diverse mafie, distruggere. E faremo in modo di diventare una grande potenza fra i partigiani del Nord, quelli giovani e quelli anziani, perché l’Italia ha ancora bisogno di noi.
Grazie. CONTINUIAMO LA RESISTENZA!"

Poi è Alessandro Frignoli, vicepresidente provinciale dell’ANPI di Reggio Emilia, a continuare la riflessione richiamando l’attenzione dei presenti sul senso dell’essere numerosi, oggi, e non a caso "di fronte ad un monumento (il monumento dei Martiri, ndr) che non è solo storico ma anche culturale: un monumento che identifica la cultura profonda di questa provincia, di questa gente.

Gente abituata a resistere e a difendere i valori della dignità dell’uomo.

Noi tutti, gli Italiani, abbiamo il diritto-dovere di resistere.

Dobbiamo applicare, sino in fondo, dopo sessantacinque anni, i diritti sanciti dalla Costituzione.

Il lavoro è un DIRITTO, non una promessa!

Non un voto di scambio!

Perché dopo sessantacinque anni dalla nascita dalla nostra Repubblica in Calabria, in Sicilia, in tutto il sud, per lavorare onestamente, si è costretti ad emigrare?

Uniamoci.

La lotta alle mafie è la vera scelta culturale e sociale che un sistema democratico si deve porre.

Ma per combattere la mafia occorre una sola parola: GIUSTIZIA.

E per avere giustizia occorre VERITA’.

Dobbiamo combattere insieme la corruzione, il malaffare e l’OMERTA’.

Vedete cari amici RESISTERE è la stessa radice in latino di esistere.

E per esistere occorre DIFENDERE ogni giorno la propria DIGNITA’.

E la dignità della propria COLLETTIVITA’.

E per fare questo noi abbiamo un grande strumento, una grande arma, che non ha pallottole, ma solo parole, che vanno a comporre articoli: la nostra COSTITUZIONE ITALIANA.

Ma per fare questo, oltre che giustizia e verità, occorre anche la volontà di RESISTERE INSIEME.

Come dice Don Ciotti, la formula vincente è la parola NOI non io.

Le mafie si combattono insieme AFFIANCANDO LA MAGISTRATURA, che non deve rimanere indipendente, le forze dell’ordine, facendo, da Reggio Emilia fino a Reggio Calabria, ogni giorno, un esercizio di corretta cittadinanza, difendendo fino in fondo, con tutto il nostro impegno, i valori della nostra Costituzione.

NO ALLA MAFIA.

SI ALL’ITALIA REPUBBLICANA E DEMOCRATICA.

E per questo l’ANPI di Reggio Emilia, l’ANPI dell’Emilia Romagna, l’ANPI nazionale sarà sempre al vostro fianco.

Noi continueremo il nostro impegno e vi aspettiamo partecipi e forti nelle piazze d’Italia il 25 aprile, il primo maggio a Portella della Ginestra e durante la MARCIA DELLA PACE Perugia-Assisi."

Sullo striscione dietro al quale marciano le Partigiane e i Partigiani Resistenti c’è scritto: "LA RESISTENZA NON SI ARRENDE MAI"

GO TO ORIGINAL – LIBEROSTILE

 

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