(Italiano) Camminare cambia. Però non è sufficiente. La memoria è in cammino. 28 maggio 2017

ORIGINAL LANGUAGES, 5 Jun 2017

Silvia Berruto – TRANSCEND Media Service

26-27-28 maggio 2017
ERA UN GIORNO QUALSIASI
La memoria in cammino
A piedi (e non solo) da Avenza a sant’Anna di Stazzema

Perché … comunque … devi proprio volerci andare a Sant’Anna di Stazzema.

Devi andarci di proposito.

Dalla Sarzanese, la SP439, presto lasciata alle spalle ci inoltriamo verso l’entroterra.
 Per quella strada rotabile aperta solo dal 1967.
 La strada, stretta, subito sale. “Tortuosa” aveva detto Lorenzo.

La parola si rarefà subito.

Sto andando a Sant’Anna, dove da tempo volevo andare. E ora ci sto arrivando.

Ma sono pronta, mi domando, mi sono preparata a sufficienza?

La mia certezza smisurata nel potere della Nonviolenza mi fa possibilista convinta o, come quando siamo tornati dalla guerra di Bosnia, da Sachsenhausen e dagli altri lager, c’è un frangente di smarrimento?

Ho il cuore in gola.

Arriviamo in Piazza Anna Pardini: la più piccola dei tanti bambini che, il 12 agosto, la guerra ha qui strappato al girotondo del mondo.
 Anna era nata il 23 luglio 1944.

Ma non andiamo subito verso la chiesa.

Ci impiegheremo un’ora prima di riuscire ad avvicinarci.
Abbiamo fatto tutto il percorso panoramico-fotografico in auto prima.
Alle 10,32 siamo sulla piazza che porta alla chiesa.

Giovanna ed io.

E se ci vai a Sant’Anna e poi torni nella tua ” tiepida casa” e nelle tue sicurezze ereditate, se torni, certamente torni cambiato.

Ma questo non è sufficiente.

Devi cercare di dare senso a qualcosa che senso non ha.

Devi.

Un assordante silenzio, se non della ragione, certamente di parole non sufficienti, è quanto ti porterai dentro.

Sullo sfondo di una natura di rara bellezza. Che confonde. Anche per la (ritrovata) armonia che emoziona: chi la guarda, chi la sente.

Nella compresenza dei blu del cielo e del mare, del giallo di fieno appena tagliato, del verdi di alberi sulle colline a perdita d’occhio.

E di quell’invisibile, ma pur pulsante, rosso.

Di sangue innocente versato.

Devi forgiarti e “farti capace” di Nonviolenza: per una vita individuale e collettiva, fatta di tanti giorni qualsiasi.

E in questo spazio-tempo rinnovato, in spazi e tempi di possibilità possibili, c’è la convinzione che la RESILIENZA è possibile.

E che un pensiero nuovo per nuove memorie si costruisce.

Si studia.
 E collettivamente si trova.

Grazie a Elena, ad Alberto, a Lorenzo.
 E a tutte e tutti i camminanti.

Persempre.

Ricevo, condivido e posto, con onore, due contributi “di Val d’Aosta”.

Di Giovanna, non camminante.
Di Stefania, camminante.

Leggeremo i nostri testi solo dopo la pubblicazione su questo blog.

A passata, futura e presente memoria.

” Con questi cieli sopra il mare è stato …

Con questi cieli sopra il mare …

Giovanna Capitanio

Photos Giovanna Capitanio

 Ho camminato per tre giorni nelle terre di mezzo.

Ricordare camminando

Stefania Daniele

– continua –

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Silvia Berruto – giornalista contro il razzismo, antifascista, amica e persuasa della nonviolenza.

 

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