(Italiano) Occidente, dove stai andando?

IN ORIGINAL LANGUAGES, 25 Sep 2017

Johan Galtung | Centro Studi Sereno Regis – TRANSCEND Media Service

Una carta del mondo mostra che l’Occidente è grande, dall’oceano Atlantico al Pacifico, dall’oceano Artico ai mari Mediterraneo e Nero e al confine russo [caucasico]; ma non poi così grande. Quello però è soltanto l’Europa, cui aggiungere l’Anglo-America, USA e Canada, dall’oceano Pacifico all’Atlantico, dall’oceano Artico al Messico. L’Occidente è immenso, enorme.

Geograficamente occupa l’Artico e le zone temperate [adiacenti].

In termini religiosi, ospita i tre cristianesimi, molto dell’ebraismo, ma non l’islam. I musulmani e tutti gli altri contano come minoranze, qua e là. È inoltre la sede di un’altra fede importante, l’illuminismo: umanesimo-liberalismo-marxismo-nazionalismo-statalismo-capitalismo-regionalismo.

È pure la sede delle più importanti organizzazioni intergovernative, non-governative, e aziende transnazionali del mondo.

Il che identifica l’Occidente come “sviluppato”, e il Resto “in via di sviluppo”.

L’Occidente ha aggredito, invaso, conquistato, colonizzato quasi tutto il Resto del mondo (la Cina solo in parte, il Giappone solo di recente, dal 1945).

La stragrande maggioranza delle guerre sono intra-occidentali, oppure Occidente-Resto.

L’Occidente ha convertito con successo la violenza diretta della guerra nella violenza strutturale dello sfruttamento, giustificata dalla violenza culturale, utilizzando, importando, rapinando risorse, lavorandole, esportando i prodotti derivati, intascandone il valore aggiunto, brevettando ciò che era stato appreso.

E nonostante, o piuttosto a causa, di tutto ciò, è ora in declinp, in termini relativi, con il Resto capeggiato da Cina e India in fase di subentro (non “in via di sviluppo”, roba di molto tempo fa. Ma oggi questo è risaputo.

Allora, che sta accadendo al vecchio Occidente? Quello estremista, fondamentalista con Trump, reagisce combattendo, cercando con mezzi militari di riconquistare il passato primato economico e politico, sfruttando altri o decidendo sopra le loro teste; c’era da aspettarselo: che l’Occidente estremista tenti di condurre l’Occidente [intero] contro il Resto, definito “barbaro”, secondo copione. Ambo i tentativi falliranno. Il Resto non ne può più della “guida” occidentale, e preferisce la diplomazia della Cina, più paritaria e foriera di benefici più equi.

Il Resto ci ha messo un po’ ad accorgersi del trucco. La decolonizzazione contribuì politicamente. Ma ben più importante è stata la regionalizzazione, dapprima nell’ASEAN e in Africa, in arrivo in Latin-America e Caribe, ancora lenta nel resto d’Asia.

Ad essere più rilevante è stato affidarsi economicamente a sé stessi lavorando in proprio le proprie risorse anziché richiedere condizioni commerciali migliori; imparando dal Giappone, non dall’ America Latina in un periodo di suggestioni fuorvianti.

Altrettanto importante è stato fare tutto quanto alla giapponese, con tigri e draghi apprendisti del Giappone; e la Cina da loro pur senza riconoscerlo; Africa e Latin-America stanno ora imparando dalla Cina e disponendosi a sorpassarla.

Il passo falso è stato il terrorismo, per quanto comprensibile data l’enorme violenza Occidentale contro il Resto islamico. Gli si ritorce contro.

La cosa più importante è che il Resto attinge a tutte le culture: le proprie e in Occidente.

Un modello storico [pertinente] è il rapido declino dell’Impero Romano d’Occidente, estremista, e invece la sopravvivenza, pur fra concessioni, di quello d’Oriente. L’Impero d’Occidente reagì combattendo le Crociate, anche contro quello d’Oriente, e si ristabilì nell’alleanza con la Germania, il “Sacro Romano Impero della Nazione Germanica”.

Sta per accadere di nuovo? Gli USA in rapido declino e in ripiego sull’Anglo-America (povero Canada se gli USA mantengono le vecchie abitudini), l’Europa che mantiene un imperialismo meno brutale, più autosufficiente, in definitiva con l’Europa più forte, la Germania, che si rapporta con Washington? Non è impossibile, ma se così, avverrà con la velocità della storia accelerata contemporanea.

E di nuovo a spese del’immensa parte russa dell’immensa parte europea dell’immenso Occidente. C’è questo al di sotto della politica schizofrenica dei paesi UE, con una maggioranza che “rifiuta di combattere le guerre USA”, eppure disumanizzando la Russia con le sanzioni imposte dagli USA, aprendo la via a un novello Napoleone, a un neo-Hitler? Come risultato di una UE recentemente rinata franco-tedesca, liberata con la Brexit dall’Anglo-America?

Simili contesti possono generare forze simili che possono generare azioni simili, “la storia che si ripete”. Ci sono motivi per cui non potrebbe? L’Occidente s’è sempre ripetuto. E così forse il Resto.

Esploriamo un altro scenario, anch’esso ispirato a quanto avvenne all’Impero Romano. L’Occidente d’allora si contrasse in piccole entità politiche, contee, ducati e simili, divenendo più spirituale. Gli USA potrebbero fare lo stesso, usando cristianesimo-umanesimo contro l’islam in espansione. Per rinascere poi al suo antico Sé espansionista, già attivo nell’esplorazione della luna, di Marte, e simili.

E l’allora Impero d’Oriente, l’attuale Europa? Non un novello impero, ma in semplice relazione aperta con l’islam, Cina e India, il Sud e l’Est in generale, mirando all’equità e all’armonia. C’è da fare un gran lavoro di discolpa; nella direzione battuta dall’Italia & Berlusconi. C’è molto su cui costruire, come gli aspetti positivi del Commonwealth e della Communauté. La Germania dovrà rifare la sua mancata “riconciliazione” dilettantesca con la Namibia per i genocidi prussiani del 1904 nell’allora Africa di SudOvest. Quello che ci vuole è uno – o magari una – statista di un certo spessore. Occasionalmente ne appaiono anche in Occidente.

Ciò risulterebbe in un Occidente molto diviso, con gli USA gradualmente intenti a colonizzare lo spazio esterno, e l’Europa in equità ed armonia col Resto. Senza ritorno tedesco nelle carte – niente Quarto Reich dopo il Primo, il Secondo e il Terzo – in quanto profondamente regionalizzata e globalizzata, come gli altri.

Questo magari ispirerebbe gli USA a cambiare la propria politica da cortile di casa in America Latina e Giappone – e da “giardinetto antistante” in Canada – a favore dell’equità e armonia e di un Giappone indipendente. A spese del popolo di elezione divina, dell’eccezionalismo da terra promessa, cedendo alla normalità, qualcosa di nuovo. Ciò potrebbe accadere presto piuttosto che tardi, definendo una nuova e più importante Sinistra Americana, non solo un socialismo antiquato.

E coinvolgendo nella propria scia la controparte a livello individuale: non ci [sarebbero] sono individui eletti, con uno status promesso. Siamo tutti eletti in quanto umani per il dono prezioso della vita, con una sopravvivenza e un benessere garantiti, libertà di opzioni, d’identità. In una natura con varietà e simbiosi garantite; non feroci aggressioni umane ad entrambe.

Il futuro dell’Occidente? Nessun Occidente, lasciamolo perdere. Insieme al Resto in un mondo che da una regionalizzazione pervenga a un’autentica, varia, globalizzazione.

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Titolo originale: The West–Where Are You Heading?TRANSCEND Media Service

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

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