(Italiano) Scuola e Cultura. Luogo e Mezzo per Combattere Chiusura, Pregiudizi e Inciviltà

IN ORIGINAL LANGUAGES, 12 Nov 2018

Silvia Berruto – TRANSCEND Media Service

Italy, Lombardia, Brescia – sabato 10 novembre 2018

Premiazione Concorso 2017/2018 I giovani, la memoria, la storia, la cittadinanza
Commissione scuola A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Dolores Abbiati di Brescia

La scuola è, per sua natura, il luogo dell’incontro e dell’educazione e a Riace rappresenta senza dubbio un nodo essenziale perché l’integrazione sia resa effettiva attraverso un processo formativo di crescita nella libertà, nel rispetto della dignità personale e della legalità.
L’Istituto comprensivo statale Monasterace-Riace con le sue scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, operando in una realtà multiculturale, si prodiga per garantire una risposta educativa adeguata e stimolante per tutti gli allievi.
La Dirigente, professoressa Liberata Leto, insieme ai suoi docenti e agli altri operatori, ha fatto rinascere la scuola “liberandola dai rovi” e, grazie anche a progetti europei, l’ha resa protagonista attiva del territorio. Nonostante l’impegno e la dedizione la biblioteca d’Istituto però non è ancora stata ripristinata.
Consapevoli del fatto che sono la scuola e la cultura il luogo e il mezzo per combattere chiusura, pregiudizi e inciviltà, e che è la scuola a favorire l’incontro e lo scambio paritario fra esseri umani, i membri della Commissione Scuola quest’anno hanno optato per indirizzare un premio speciale all’Istituto comprensivo Monasterace-Riace quale contributo alla rinascita della biblioteca.
Si è riconosciuto infatti, in quella di Riace, una scuola che, giorno dopo giorno, agisce e opera da “resistente”, in piena rispondenza ai principi della nostra Costituzione.”

Questa è la motivazione ufficiale dell’attribuzione del premio speciale alle scuole di Riace.
Il premio consiste nella somma di 1000 euro per la rinascita della biblioteca scolastica.
La giornata della premiazione del concorso annuale della Commissione scuola A.N.P.I. di Brescia è stata un’occasione di partecipazione, socializzazione, formazione, attivismo e cultura allargati per tutte e per tutti i partecipanti.

Fra storia, memoria e attualità.
Romano Colombini, il Presidente della commissione scuola dell’A.N.P.I. e i contributi degli invitati Juan Furore, presidente dell’ANED (Associazione nazionale ex deportati), Lucio Pedroni, presidente dell’A.N.P.I Provinciale di Brescia, delle studentesse e degli studenti presenti, hanno reso la cerimonia di premiazione 2018 un momento imperdibile per l’esercizio collettivo di umanità e di cittadinanza attiva, oltreché per l’alto livello di acculturazione reciproca.

Dopo la proiezione di un video di sintesi, saggio dei lavori presentati al concorso, e dopo il ringraziamento esteso a tutti, Romano Colombini, ha attestato il riconoscimento del portato dei lavori delle studentesse e degli studenti, sottolineando i valori condivisi con la commissione scuola tra cui il “saper stare insieme, la convivenza, la nostra Costituzione, realizzare la nostra Costituzione, NO alla violenza, NO al bullismo”.

Poi il contributo-percorso di Don Fabio Corazzina.

Con lo stile da animatore che gli è proprio, connotato dalla scelta consapevole di inclusione e di coinvolgimento di tutti, Corazzina (che, a prima vista, non lo diresti mai che è un Don) si è rivolto in modo diretto al centinaio di studentesse e di studenti presenti in sala – convenuti così numerosi ancorché di sabato pomeriggio con le rispettive insegnanti – coinvolgendoli in un dialogo maieutico, serrato, fatto di domande e risposte intermittenti e incalzanti.

A partire dalla ricerca della definizione della parola partigiano, più volte evocata nel video precedentemente proiettato.

Alla ricostruzione del significato del termine ma anche del percorso intimo e collettivo di una/un partigiana/partigiano.

Con immediata verifica delle definizioni proposte dagli studenti con la staffetta partigiana Romano Colombini.

In un gioco collettivo molto serio, non solo linguistico, che si faceva riflessione sempre più attenta e complessa.

Di seguito alcune riflessioni e alcuni esiti.

Partigiana/o/ è chi sceglie una parte.
La parte delle Libertà. Ché se si perde la Libertà è finito.
Col coraggio di dire da che parte sta.
E poi si confronta.
E ci mette la faccia.

Partigiana/Partigiano
è un* che sta dalla parte della dignità delle persone. Perché TUTTE LE PERSONE hanno dignità.

Se alla domanda su chi sta dalla parte della Libertà, tutte e tutti si sono posizionati facilmente non è stato così per quanto concerne il riconoscimento del fatto che tutte le persone hanno pari dignità.
“Il delinquente ha la stessa dignità del mio Insegnante che è bravo? incalza, provocatorio, Corazzina.

La Costituzione, ricorda a tutte e a tutti Corazzina, la dignità della persona c’è in ogni caso.
“Sia quando uno la indovina che quando le sbaglia. Poi quando uno sbaglia si deve prendere la responsabilità di quello che ha fatto.”
L’errore non cancella la dignità.

“La cosa che mi ha più colpito di più è che la Costituzione sta dalla parte degli ultimi.
Parte dagli ultimi.
E se qualcuno non ha avuto tutte le possibilità che ho avuto io, NOI, insieme, dobbiamo dar gli la stessa possibilità che hanno avuto gli altri.

Perché a volte qualcuno resta indietro perché gli togliamo la possibilità di camminare.
Di crescere.

Perché se lasciamo indietro qualcuno, siamo FASCISTI ANCHE NOI!

L’invito-augurio di Don Fabio Corazzina ai giovani studenti è stato quello di non lasciar mai indietro nessuno e, come ha suggerito alle coscienze di tutti noi Don Lorenzo Milani, di uscire insieme dai problemi.
Un riconoscimento è stato tributato in apertura dell’incontro da Romano Colombini che ha richiamato l’attenzione del pubblico sui disegni (purtroppo non autografi) affissi in sala.
Opere dei detenuti di Canton Mombello, carcere di Brescia, esiti di un progetto-corso di disegno.

Attestato di merito particolare è stato conferito all’insegnante del corso Dania Zanotto e alle opere dei detenuti che “hanno lavorato in questo modo cercando di trovare proprio un momento di reinserimento nella società e un momento di riconoscimento dei valori che COMUNQUE ogni persona ha dentro di sé.”

Due i premi conferiti oltre ad alcune segnalazioni con diplomi di merito.

Primo premio per il lavoro La Costituzione Italiana-Articolando la Costituzione è conferito alle classi quinte A-B-C-D della scuola primaria Don Remo Tonoli di Coccaglio (Brescia) guidate dalle professoresse Barbara Bertola, Rosa De Luca Incoronata, Francesca Giugliano e Monica Maria Iurato.                                                                            Si tratta dell’esito di un lungo e organico percorso didattico che ha permesso agli alunni di scoprire il significato, il valore e l’attualità della nostra Costituzione, riflettendo nello specifico sugli articoli 3-9-11-33-34 che hanno trovato un’illustrazione molto creativa in cartelloni vivaci e di notevole interesse, a testimonianza dell’elaborazione molto convinta e partecipe dei ragazzi che le numerose attività proposte hanno saputo sollecitare.
Con il materiale prodotto durante il lavoro, che si è protratto per un intero anno scolastico, è stata allestita una mostra che gli alunni hanno presentato alle altre classi della scuola, in un incontro efficacemente registrato, di cui colpiscono, oltre ai contenuti, la sicurezza, la disinvoltura e il piacere con cui gli alunni hanno saputo illustrare ai presenti i risultati del loro impegno.

Primo premio anche per il lavoro La Costituzione. A chi dire grazie conferito alla classe seconda A della scuola secondaria di primo grado Galileo Galilei, Istituto comprensivo di Nave (Brescia) guidata dalle professoresse Luisa Pavia, Ausilia Palermo, Giovanna Pastore ed Emma Trevisani.
Il lavoro si struttura intorno alla stretta relazione fra il solenne documento che fonda la nostra Repubblica e l’evento storico che da cui esso scaturisce. Costituzione e Resistenza sono dunque gli assi portanti di questa ricerca che ha condotto gli studenti a indagare la Storia nazionale e quella locale, a esaminare impegnativi documenti d’archivio ma anche testimonianze e ricordi di famiglia, e a scoprire la generosità e la ricchezza di umanità delle donne e degli uomini cui dobbiamo il nostro ringraziamento. Le variegate illustrazioni prodotte a supporto delle diverse fasi del percorso, molto ricco di proposte e di suggestioni, fanno fede di un coinvolgimento emotivo e di una appassionata partecipazione, utili e propedeutici a successive e personali rielaborazioni.

Segnalazioni con diploma di merito

Per la ricerca e lo spettacolo teatrale Il veleno dell’indifferenza: bullismo e cyberbullismo. I giovani e la cittadinanza.
Lavoro di 14 studenti della classi terze A-B-C-D della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Bagnolo Mella (Brescia) coordinati dalle prof.sse Carla Donadeo e Donatella Ceruti, con la collaborazione del teatro Caramella.

Diploma di merito
Per la ricerca intitolata Un mondo di diritti=un mondo diritto: i 70 anni della Costituzione Italiana.
E’ stato assegnato alle classi terze A-B-C-D della scuola secondaria di primo grado Enrico Fermi di Palazzolo sull’Oglio (Brescia) coordinate dalla professoressa Silvia Consoli, con la collaborazione dei Professori Guarnieri, Fuoco, Scano, Albani e Pedergnani.

Diploma di merito
Per il suo personale contributo al lavoro di ricerca sulla Resistenza, che ha impegnato la classe terza A coordinata dalla professoressa Genny Lonati, insieme alle altre classi terze, è stato assegnato alla studentessa Teresa Venticinque della scuola secondaria di primo grado Mario Marcazzan dell’Istituto comprensivo di Borgosatollo (Brescia).
Novità del concorso è il premio speciale alle scuole di Riace.

Sarebbe sufficiente leggere le motivazioni espresse per l’attribuzione dei premi per comprendere il sapere, il saper essere e il saper fare, il portato umano, culturale, politico e l’impegno di tutti i membri della commissione scuola.

Ma è nell’azione permanente culturale, educativa e di sensibilizzazione, oltre che nelle parole pur importanti, necessarie e imprescindibili, che risiede la forza e la riuscita delle
buone pratiche agite dalla commissione.

L’idea di supportare le scuole di Riace, prima dei recenti fatti di cronaca, rivela l’attenzione e la cura che la commissione scuola nutre, permanentemente, nei confronti della cultura, della scuola, delle libertà e dell’uguaglianza nel rispetto e in ottemperanza dei principi e degli articoli della Costituzione della Repubblica italiana.

Contro le barbarie, scuola e cultura sono luogo e mezzo per combattere la chiusura, i pregiudizi e l’inciviltà.

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Silvia Berruto è membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente, giornalista contro il razzismo, antifascista, amica e persuasa della nonviolenza.

® Riproduzione riservata

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