(Italiano) Perché la NATO è antiquata, pericolosa e merita di essere abolita

ORIGINAL LANGUAGES, 18 Jul 2022

Jan Oberg, Ph.D.| Centro Studi Sereno Regis – TRANSCEND Media Service

Valutiamo la reazione NATO all’azione militare russa in Ucraina, sconsiderata e in violazione del diritto internazionale. Da un punto di vista analitico del conflitto è ragionevole dire che la Russia è responsabile della guerra ma che la NATO con la sua espansione noncurante, contro tutte le promesse fatte alla Russia e una serie di ammonimenti d’esperti è responsabile del conflitto soggiacente.

Si può tranquillamente concludere che la reazione occidentale/NATO è andata aldilà del principio di proporzionalità, della razionalità e di un’immagine realistica del mondo e del proprio ruolo in esso.

I leader NATO esprimono odio illimitato per qualunque cosa di russo; sono state imposte sanzioni economiche storicamente dure e illimitate nel tempo – usando il metodo illegale del castigo collettivo; s’immettono in Ucraina armi per 60-100 miliardi di dollari per sconfiggere lì la Russia. La NATO ci ha aggiunto 350 miliardi di dollari in spese militari dal cambiamento di regime istigato dagli USA a Kiev nel 2014 e da allora ha preparato l’Ucraina per un ruolo nella NATO. L’obiettivo del 2% [del PIL in spese militari richiesto da Trump nel 2018 ai membri NATO – ndt] è ormai una base acquisita, non un punto tendenziale. Le forze di reazione avanzata aumenteranno da 40mila a 300mila; le truppe USA in Europa passeranno a 100mila. Le riserve russe in Occidente  – circa 300 miliardi di dollari – sono congelate e saranno probabilmente appropriate per la ricostruzione dell’Ucraina. La Russia è ad ogni scopo pratico cancellata dall’Europa.

Secondo l’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, i morti in Siria sono 310mila ma meno di 5mila in Ucraina. La Guerra al Terrore USA è costata un milione di vite e ha costretto 35-50 milioni di persone a diventare profughi o internamente sfollati.

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Pare che abbiamo a che fare con un’istituzione militarista antiquata dimostratasi incapace di creare pace – avendoci provato dal 1949 – e che viola quotidianamente il suo stesso Trattato costitutivo..

I membri TFF e io stiamo lavorando a un resoconto più ampio – ”Il Catalogo per l’Abolizione NATO” – con articoli, video e argomentazioni sul perché sia tempo di abolirla e creare qualcosa del tutto nuovo. Sosteniamo inoltre che la NATO odierna post-Ucraina è la singola istituzione più pericolosa sulla Terra.

I decisori e media mainstream occidentali sembrano considerare proprio ruolo semplicemente vendere la NATO. Di rado, se mai, trattano la NATO come tale, i suoi lati forti e deboli. Sarebbe naturale un esame di un’istituzione 73enne, come ci sono da decenni dibattiti su come riformare l’ONU. Ma è difficile trovare una critica alla NATO in quanto tale. Coerentemente, la NATO viene chiamata alleanza “difensiva”. Ci si deve davvero chiedere come si sia instaurato l’uso sistematico di tale aggettivo presso tutti i media mainstream, visto che non esiste alcuna valida definizione di difensività che possa in alcun modo comprendere la NATO.  Analogamente, si dà per scontato che la NATO abbia contribuito alla pace. Ma che tipo di pace? Quali altri fattori ci hanno contribuito – ed è per giunta sensato usare la parola ’pace’ per l’odierno spazio euro-atlantico?

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La NATO semplicemente esiste. È una Salvatrice. Come Dio esiste nella vita dei credenti che possono quindi aspettarsi la salvezza. I suoi valori fondamentalmente militaristi per i contribuenti (che la finanziano) sono convincenti del suo ruolo benevolo e innocente come Creatrice di stabilità, sicurezza e pace – per ripetere il mantra gratuito del proprio Segretario Generale a virtualmente ogni conferenza stampa.

Mentre ci possono essere – e ci sono stati – dibattiti filosofici intelligenti su come sia un mondo senza Dio, non c’è ancora stata un’ampia discussione su come possa essere un mondo senza NATO.  Ossia, per metterla in altro modo, la NATO è diventata una specie di Dio per coloro che ci credono e c’è un sacerdozio accademico, mediatico e politico che la propaga a tal punto che non esiste quasi un’analisi razionale, significativa di quel che ha di buono e di mica tanto tale. Il membro TFF David R. Loy ha un approccio più filosofico – buddhista – al militarismo e scrive in “Perché amiamo la guerra”:

“Se il nostro mondo moderno, secolarizzato è afflitto da un senso di carenza non riconosciuto e perciò frainteso, non sorprende che anche la guerra continui ad essere così attraente, perfino assuefacente. La guerra può darci il senso che bramiamo, perché fornisce un modo rassicurante di capire quel che non va nella nostra vita. La guerra offre un modo semplice di legare assieme le nostre carenze individuali e proiettarle al di fuori, sul nemico. Cattivo perché vuol farci male. Dato che stiamo solo difendendoci, possiamo sentirci a nostro agio a proposito di quel che gli facciamo. Il karma che ne risulta non è difficile da capire: la causa di ciascuna guerra è la di solito la guerra precedente, almeno in parte.   Se la guerra è una risposta collettiva al nostro problema collettivo con le carenze, non ci possiamo aspettare che la guerra cessi finché troviamo modi migliori di trattare quel problema spirituale basilare.”

L’irriflessiva credenza contemporanea dell’Occidente nella violenza come soluzione – o il militarismo come nuova religione secolare che promette la salvezza – e il bisogno psico-politico della nostra cultura di costante immaginazione di un nemico sovente per pura proiezione dei propri lati bui – deve pur provenire da qualche parte: forse la carenza di senso e il bisogno di assieparsi attorno a qualche valore e qualche politica. Pensiamo solo all’ “Ucraina”, diventata il singolo avvenimento che ha radunato, almeno per un po’, l’Occidente, altrimenti piuttosto in declino e frammentato.

Ciò è di particolare rilevanza anche perché la NATO è un’alleanza basata sulle armi nucleari, un’alleanza in grado di spazzar via ripetutamente l’umanità – cioè far danno ben fuori dal proprio circolo di stati membri. E inoltre un’alleanza che si riserva il diritto di usare per prima le armi nucleari addirittura contro un attacco convenzionale.  Ed è un’alleanza guidata dagli Stati Uniti con tanto d’impero globale, con le spese militari maggiori della storia umana – circa il 40% delle spese militari mondiali – che insiste nell’essere la potenza globale incontestata con oltre 600 basi militari in oltre 130 paesi e forze speciali in ancor di più.

In altre parole, pur essendoci una tendenza a considerare la NATO come un’alleanza a predominanza euro-atlantica essendo tutti i suoi membri eccetto uno europei, è di fatto una istituzione militare di proiezione globale di potere a causa della portate globale e delle ambizioni imperiali dei suoi leader. Vediamo bene come l’articolo 5 sia di fatto valso per l’Ucraina, benché non membro NATO. E al vertice NATO di Madrid e altrove in ambito NATO, la Cina sia nominata il Nemico # 1 in futuro.

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Per surreale o bizzarra che possa sembrare, l’idea che la NATO potesse essere contendente in un conflitto con la Russia è anche piuttosto estranea a sé stessa e a gran parte dei suoi patrocinanti. La coreografia mediatica è semplice: per principio, la NATO non ha mai fatto alcunché di sbagliato e non fa che continuare a promuovere “sicurezza, stabilità e pace” mentre la Russia e il suo presidente agiscono da costanti rompiscatole. È quasi come un proprietario di abitazione che non è in conflitto con un ladro – un criminale – ma deve proteggere sé e la famiglia dai piani criminosi del ladro. In confronto all’essere in un conflitto, quest’autocomprensione solleva il presunto innocente da qualunque senso di responsabilità.

Da ciò nasce l’idea simbolica che la NATO sia una specie di assicurazione sulla casa. Sebbene un indennizzo assicurativo venga pagato solo dopo l’evento indesiderato e a distruzione avvenuta. Le assicurazioni comunque non evitano l’incidente, sicché anche questo è pura assurdità, eppure anch’essa mai trattata.

Contrariamente ai concetti e immagini positivi mainstream, pervasivi ma infondati sulla NATO, disseminati a milioni virtualmente su base quotidiana, c’è assolutamente nulla di sacrosanto in quella vecchia istituzione. E in contrasto all’atteggiamento dei pii credenti in quel loro Dio, la NATO può e deve essere criticata. E sostituita. Discutiamo del mondo post-NATO.

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Jan Oberg, Ph.D. è direttore de The Transnational Foundation for Peace and Future Research-TFF e fa parte del TRANSCEND Network for Peace Development Environment. CV: https://transnational.live/jan-oberg
https://transnational.live

 

Original in English: Why NATO Is Outdated, Dangerous and Deserves to Be Abolished  – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

Go to Original – serenoregis.org


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