(Italiano) Etica nella Ricerca negli Atenei Torinesi

ORIGINAL LANGUAGES, 5 Jun 2023

Elena Camino | Centro Studi Sereno Regis – TRANSCEND Media Service

Photo Le Gisti | KOS. Port – Bateau de FRONTEX (CC BY-NC 2.0)

26 Maggio 2023 – Il 24 maggio, ospitato in un’aula dell’Università di Torino, si è svolto un incontro organizzato da CERTO (Coordinamento per l’etica nella ricerca), un gruppo di docenti dell’Università e del Politecnico di Torino, che si pone come obiettivo quello di “informare con continuità le comunità accademiche di Polito e Unito e l’opinione pubblica sui temi più sensibili che investono l’Università, la ricerca, le collaborazioni, i finanziamenti e le sue proiezioni nella società” e “creare momenti di incontro e di confronto sui temi etici che sono alla base del lavoro di ricerca”.

Da qualche mese questo Coordinamento si interroga su alcuni aspetti controversi della relazione tra ricerca scientifica e risvolti etici. Nello specifico, i partecipanti intendevano in questo incontro approfondire un ‘caso’ concreto: la stipula e la realizzazione di un contratto tra un Dipartimento Interateneo (di Scienze, Progetto e Politiche del territorio) e l’Agenzia Frontex, che controlla le frontiere esterne europee.  Era presente anche Luca Rondi, giornalista, che insieme a Duccio Facchini ha di recente pubblicato un libro (Respinti, per Altreconomia) proprio su questo tema.  Luca ha subito riferito gli aspetti salienti dell’incontro, pubblicandoli sul sito di Altreconomia.

Io aggiungo solo qualche commento personale.

Mi ha positivamente colpita la presenza di numerose persone: docenti, dottorandi, qualche studente di scuola superiore: segno che sta emergendo il tema scottante delle responsabilità del sistema formativo universitario non solo nell’orientare i giovani in vista del loro impegno professionale nella società, ma anche nel contribuire – insieme alle Istituzioni pubbliche e al tessuto produttivo – a definire e realizzare concretamente le azioni che indirizzano il futuro del Paese.

Ho molto apprezzato l’intervento di alcune persone ‘esterne’ all’Ateneo torinese, che – con chiarezza e doti di sintesi – hanno introdotto alcuni concetti molto utili di ricerca antropologica e geografica e delle ‘intersezioni’ della ricerca disciplinare con i contesti sociali e politici soggiacenti.  Molto efficaci e chiare anche le riflessioni dell’Avvocato Trucco (ASGI), che hanno contribuito a mettere in luce l’interdisciplinarietà e la complessità degli argomenti trattati, e le responsabilità dei vari soggetti coinvolti.

I relatori ‘locali’ (i docenti Acciarini, Algostino, Juan Carlos de Martin e Palma) oltre naturalmente al moderatore, Michele Lancione, e al giornalista, Luca Rondi, hanno completato il quadro della situazione e offerto ai presenti una ottima opportunità per conoscere meglio il caso Frontex, e in generale per avvicinarsi – anche come cittadin* non esperti – a uno dei temi cruciali della relazione tra Etica e Scienza.

Sono stati accennati alcuni punti /riflessioni molto interessanti: ne riporto qui solo alcuni.

  • La dimensione internazionale del problema di Frontex, diventato il braccio operativo del sistema securitario: non solo italiano, ma europeo e sempre più extra-europeo.
  • Il ruolo prezioso di associazioni, ONG, giornalisti nel documentare e denunciare abusi, illegalità e violenze.
  • L’esistenza di cartografie ‘morali’ o ‘immorali’: l’immaginario e la pratica delle mappe possono orientare i modi di pensare.
  • La mancanza di trasparenza nei criteri di assegnazione dei fondi di ricerca, e l’impossibilità di accedere ai documenti di contratto tra ente pubblico (Università e Politecnico) e agenzie esterne.
  • Importanza di conoscere e collegare istituzioni in difesa dei diritti (locali e europee)
  • La difficoltà di individuare ricerche a scopo bellico da quelle per uso civile, grazie alla formula ‘dual use’. Probabilmente la selezione tra ricerche militari e ricerche civili va fatta a monte, a livello istituzionale, rifiutando accordi e collaborazioni con soggetti chiaramente implicati nella difesa armata (Ministero Difesa, Leonardo ecc.).
  • Importante prendere coscienza dell’intreccio tra conflitti armati in campo e ‘guerre ai migranti’
  • Necessità di introdurre all’interno degli Atenei la riflessione etica: non solo sul piano teorico e filosofico, ma sul piano concreto: chi elabora progetti di ricerca? Chi è responsabile delle scelte sui finanziamenti assegnati? Come coinvolgere studenti e dottorandi? …

Photo Rasande Tyskar | Mayday Hamburg Recht auf Stadt-Never mind the papers (CC BY-NC 2.0)

Ringrazio il Coordinamento CERTO per aver organizzato questo interessante incontro, e spero che presto prosegua l’attività con altri temi ‘scottanti’: uno in particolare riguarda direttamente la nostra città, Torino, che si vorrebbe far diventare ‘Città dell’Aerospazio’, grazie alla collaborazione di importanti imprese coinvolte nella produzione di armamenti (come Leonardo) e con l’arrivo preoccupante della NATO, con il progetto DIANA (Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic).

Concludo le mie note citando le parole di Alessandra Algostino: “Quando ragioniamo di etica della ricerca pensiamo alla sua libertà, al suo pluralismo, a un’etica che non risponde a una qualsivoglia morale ma ai valori costituzionali del nostro Paese”.

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Elena Camino è membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente e Gruppo ASSEFA Torino.

 

 

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