(Italiano) Hawaii: Scienza, Religione e Spiritualità a Mauna Kea – Il Telescopio di trenta metri

IN ORIGINAL LANGUAGES, 20 March 2017

Millicent Cummings | Honolulu Civil Beat – Centro Studi Sereno Regis

16 marzo 2017 – Con una spesa prevista di 1,4 miliardi di $, il progetto di Telescopio da Trenta Metri (TMT: Thirty Meter Telescope) solleva ben più di una questione.

Con grande disappunto di tanti nativi hawaiani, ambientalisti e sostenitori in tutto il mondo, la condizione di Mauna Kea è ben triste. La cima di questa montagna, un tempo incontaminata, la più alta del pianeta se misurata a partire dal fondo oceanico, è diventata un Parco Industriale, proprio nel centro di uno dei siti più sacri della Polinesia. Sono stati già costruiti 13 telescopi in questa Zona di Conservazione, dove per migliaia di anni sono state svolte cerimonie sacre e dove sono sepolti i resti degli antenati.

La maggior parte di questi telescopi sono stati costruiti con l’assicurazione che non ne sarebbero stati costruiti altri, o che addirittura alcuni sarebbero stati smontati. Ma finora si sono moltiplicati, e l’ultimo proposto, il TMT, sarebbe il più grande e il più distruttivo di tutti.

La Cosmologia Cristiana, la Politica e la Scienza hanno spesso manifestato comportamenti colonialisti, privi di rispetto per le prospettive diverse. Quando si tratta di profitti, la sacralità della Natura e il rispetto delle norme religiose (protezione, sacralità, divieti) sono semplicemente ignorati.

L’Autrice di questo articolo – Millicent Cummings – ha partecipato alle audizioni pubbliche su questa controversia, ha disegnato la vignetta e ha scritto le note che seguono.

Il Sindaco di Maui, Alan Arakawa, ha detto in una recente intervista a proposito di certe pietre sacre nella Iao Valley, “E’ semplice, non esistono cose come le rocce sacre. La Monarchia… ha dichiarato che la religione delle Hawaii è il cristianesimo. (Non avrai altro Dio all’infuori di Me) e in quella religione non ci sono rocce sacre.”

Esprimendo il suo palese disprezzo per Kanaka Maoli, una cultura protetta dalla Costituzione, egli ha offeso contemporaneamente sia gli Hawaiiani non-cristiani sia quelli cristiani, che ancora venerano Aina (la terra) nello stesso modo in cui la veneravano gli antenati prima dell’arrivo dei bianchi.

[…] La visione materialista del mondo, secondo la quale le pietre possono essere utili, inutili, economicamente vantaggiose ma mai sacre, ha portato a indicibili crimini contro l’umanità e i suoi ambienti. Attraverso le lenti di questa visione le perdite di vite umane possono essere considerate come semplici danni collaterali, e ciò che sostiene la vita sono semplicemente delle risorse, invece che dei diritti umani fondamentali. Al contrario, è proprio non-scientifico continuare a negare l’interconnessione della vita e dei sistemi viventi: ciò che è fatto alla terra, è in realtà fatto anche alla gente. Non si tratta di qualche vecchia tradizione obsoleta, ma di un fatto scientifico verificato da osservazioni ripetute per generazioni.

Ciononostante, per molti astronomi, uomini d’affari, governi, polizia e quant’altri, questa “proprietà” è semplicemente una risorsa da utilizzare, per farne profitto anche distruggendola, se necessario. Questa conclusione viene espressa con un senso di autorevolezza, come se fosse lecito – in nome di questa prospettiva – by-passare le leggi dello Stato, le misure di sicurezza, le procedure per ottenere i permessi, e i protocolli che tengono conto della cultura locale.

[…] Sfortunatamente l’abbattimento e la successiva occupazione del regno di Hawaii sono stati ingiusti e illegali. Anche dopo 130 anni gli aspetti culturali, spirituali e ambientali della popolazione nativa vengono considerati secondari rispetto alla narrativa Occidentale. Ne è un esempio il discutibile Studio di Impatto Ambientale (Environmental Impact Study – EIS), che a malapena riguarda gli effetti cumulativi di questo progetto, e non ha mai rispettato gli otto criteri che erano stati fissati per proteggere – come la legge richiede – la Zona di Conservazione, che si trova in un sito di valore storico.

[…] Come mai la TMT Corporation – l’impresa coinvolta nel progetto del Telescopio – è così sicura che il contratto di locazione del terreno sarà rinnovato dopo il completamento dell’opera? Se non avesse questa certezza, non sarebbe così temeraria da impegnarsi in un investimento da 1,4 miliardi di $!

Come mai il Dipartimento delle Risorse e l’Ufficio di Gestione di Mauna Kea, che hanno già ricevuto numerose proteste su come gestiscono questo luogo sacro, hanno ricevuto l’autorizzazione a profanarlo ulteriormente? Ci sono stati problemi causati da perdite di combustibili e mercurio, e sono stati abbandonati dei rifiuti industriali sulla montagna.

E come mai i telescopi costruiti in precedenza avevano completato le opere ancora prima di ottenere l’autorizzazione, mentre i Nativi che praticano cerimonie religiose devono procurarsi il permesso anche per allestire un semplice altare?

In realtà sono molte le domande che potrebbero porsi coloro che intendono andare oltre alle notizie dei quotidiani. Nelle audizioni sono state commesse molte illegalità, dai difetti procedurali alle false testimonianze. Una nota positiva è che tutto è stato registrato, e per chi dichiara di amare le Hawaii c’è a disposizione una ampia documentazione a testimonianza del permanere di atteggiamenti colonialisti e razzisti.

Resta anche la testimonianza di come i “Protettori” continuano a praticare il loro amore per la Terra, e a difendere lo spirito tradizionale “Aloha Aina” in difesa della vita e del ben-essere di tutti, nativi e stranieri. In termini di gestione della terra, il tempo ha già dimostrato, e continuerà a mettere in evidenza la superiorità di una cultura che rispetta il suolo e la vita. I “Protettori” non stanno combattendo il  “progresso”: stanno invece proteggendo acqua e suolo per questa e per le prossime sette generazioni.

Uno, due, n telescopi per esplorare l’universo

Leggendo note da Wikipedia e articoli e ‘news’ pubblicati su riviste scientifiche, si viene a sapere che l’osservatorio di Mauna Kea è un insieme di telescopi indipendenti, collocati sulla cima del vulcano Mauna Kea sull’isola Hawaii, la maggiore dell’arcipelago omonimo. Il sito comprende un’area speciale di 2 km², nota come il “Distretto astronomico” (“Astronomical Precinct”), all’interno della riserva scientifica del Mauna Kea. Il Distretto astronomico fu istituito nel 1967.

L’Università delle Hawaii gestisce il sito e affitta l’area a molte organizzazioni internazionali che hanno investito ingenti somme di denaro in scienza e tecnologia.

Il recinto astronomico è situato all’interno dell’area per la protezione della cultura hawaiana (“Historical Preservation Act”). Il canto hawaiano della creazione racconta del Mauna Kea come il progenitore del popolo hawaiano.

Il Thirty Meter Telescope (TMT) (Telescopio di trenta metri) è un telescopio in corso di progettazione che avrà un’apertura dello specchio principale di 30 metri. Il progettoprevede che sia costruito sul monte Mauna Kea, nelle isole Hawaii, ad un’altitudine di 4.050 metri s.l.m.. Verrà costruito e gestito dalla TMT Observatory Corporation, una partnership tra il California Institute of Technology, la University of California e la Association of Canadian Universities for Research in Astronomy (ACURA).

La sua ultimazione è prevista entro la fine del 2018 e se i tempi di costruzione saranno rispettati, il TMT diventerà il primo Extremely Large Telescope ad entrare in attività.

In seguito alle ripetute manifestazioni dei locali che considerano sacra la montagna ed hanno ostacolato i lavori in sito più volte, il 31 ottobre 2016 il consiglio di amministrazione del TMT ha annunciato la possibile collocazione in un sito alternativo al Mauna Kea a La Palma, nelle Canarie

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Titolo originale: Hawaii: Science, Religion and Spirituality on Mauna Kea – The Thirty Meter Telescope  – TRANSCEND Media Service

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Un progetto internazionale di telescopio alle isole Hawaii accanitamente ostacolato dalle proteste locali.

Questa immagine, fornita dall’Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone, illustra quale sarebbe l’aspetto del più grande telescopio del mondo (il telescopio da trenta metri) , una volta completato. (TMT INTERNATIONAL OBSERVATORY / VIA KYODO).

Un progetto multinazionale da 1,4 miliardi di $ per la costruzione di un telescopio in cima al monte Mauna Kea nelle Hawaii viene da tempo boccato dai residenti, che considerano questa montagna sacra. Il futuro del progetto è incerto, in attesa dei risultati di nuove audizioni – nei prossimi mesi – presso la Corte di Giustizia.

Il team responsabile del progetto, che comprende ricercatori da Canada, Cina, India, Giappone e USA considera ideale la posizione in cima al Mauna Kea soluzioni alternative, se questa controversia non si risolve nei prossimi mesi, ma sta prendendo in considerazione delle sedi alternative, la migliore delle quali sembra essere il monte La Palma nelle isole Canarie, che però è alto solo 2.300 metri, a fronte dei più di 4.000 metri di Mauna Kea.

Nel conflitto sono coinvolte istituzioni pubbliche (come la Corte Suprema delle Hawaii), le Agenzie di Stato (che stanno cercando di far riottenere i permessi di costruzione), i residenti, preoccupati dei danni all’ambiente e della desacralizzazione dei luoghi, ma anche astronomi hawaiani, che invece sostengono il nuovo telescopio sarà motivo di orgoglio per la popolazione, porterà posti di lavoro e vantaggi per l’educazione.

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The Japan Times National / Science & Health Kyodo Jan 22, 2017

 (Traduzioni e sintesi a cura di Elena Camino, CSSR)

Elena Camino è membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente e Gruppo ASSEFA Torino.

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