(Italiano) LIBERATI ma NON LIBERI. Dedicato a Liliana Segre

ORIGINAL LANGUAGES, 18 Nov 2019

Silvia Berruto – TRANSCEND Media Service

19 Nov 2019

Wissen macht frei  (Italo Tibaldi)

Dal giorno della Memoria alla memoria di tutti i giorni.

Questo il passaggio di consapevolezza collettiva che auspicava il maestro e amico Italo Tibaldi.

Deportato politico – un triangolo rosso – a sedici anni, sopravvissuto al campo di Mauthausen-Ebensee, liberato (ma mai più libero), ”tornato” a casa, Italo ha passato tutto il resto  della sua (R)esistenza successiva a ricostruire la Transportliste dei 44.000 donne e uomini Italiani deportati nei campi nazisti.

Il monito della sua appassionata e convinta volontà di accompagnamento politico storico e culturale di coloro che si sono relazionati con lui fossero ricercatrici e ricercatori, studiose e studiosi, studentesse e studenti – la sua casa era sempre aperta e il suo tempo sempre generosamente “dedicato”  e dispensato a chi voleva conoscere, è stato, non a caso, Wissen macht frei.

Perché tutti, ma soprattutto i giovani, non portassero il cervello all’ammasso e imparassero il deuteroapprendimento (imparare ad imparare) e ad argomentare.

A fare storia e memoria.

Riconoscendo Storie e Memorie.

Non necessariamente (se mai e quando mai potessero esserlo) condivise.

Con onestà intellettuale.

Tibaldi esortava a restare ben ancorati alla Storia – studiandola, conoscendola e dominandola – , diceva di vivere da protagonisti dentro la stessa, senza lasciare spazio ai revisionisti e ai negazionisti, munendosi di quella “valigia degli attrezzi” che solo una formazione permanente, individuale e collettiva, può garantire.

Ai giovani devo un messaggio di speranza e di fiducia nei più alti valori umani. Insieme, giovani di ieri e di oggi, TUTTI TESTIMONI, siamo impegnati in una nuova Resistenza contro la cultura della riduzione, del revisionismo e dell’oblìo …”

(Dall’orazione di Italo Tibaldi al monumento italiano, Mauthausen 18 maggio 2008)

Per una cultura e una conoscenza che sole rendono liberi.

Ma contro l’oblìo è necessario fare storia e memoria: la memoria di tutti i giorni.

E se “Ricordare vuol dire non morire”, come ricorda Kriton Athanasulis, cosa vuol dire non morire ?

Vuol dire rendere immortale chi è stata/o deportata/o per quello che era e non per qualcosa che aveva commesso e non è tornata/o.

Come ?

Con Italo Tibaldi:

[…]

” … i campi per politici

… campi di eliminazione

… campi nei quali abbiamo … visto tutti i nostri compagni …

che purtroppo non sono tornati …

non abbandonati a se stessi perché non è giusto dire così …

forse hanno vinto anche loro …

quando abbiamo vinto noi tornando a casa …

se abbiamo continuato a fare il nostro dovere.”

Con Kriton Athanasulis: “Ti lascio la memoria di Belsen e Auschwitz”.

Uno dei nostri doveri metodologici oggi potrebbe essere quello di mettere in primo piano la Storia, per capire la Shoah e per farla comprendere a chi non studia, nella prospettiva suggerita dallo storico Walter Barberis, docente di metodologia della ricerca storica all’Università di Torino: solo la storia si propone e dovrebbe “risolvere il caso, identificare i colpevoli, svelarne i moventi, spiegare ciò che è avvenuto, come e perché”.

Un secondo atto metodologico potrebbe consistere nel dare il giusto riconoscimento agli osservatori e alle commissioni, antenne e strumenti irrinunciabili per analizzare, misurare e restituire lo stato delle cose, i fenomeni di violenza intolleranza razzismo antisemitismo e istigazione all’odio, al fine di contrastarne le derive.

La Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza proposta dalla Senatrice a vita Signora Liliana Segre è stata approvata dal Senato nella seduta del 30 ottobre scorso con una mozione approvata con 151 voti favorevoli, nessun voto contrario e 98 astensioni tutte provenienti dai banchi del centro destra.

La Commissione ha compiti di osservazione, studio e iniziativa per l’indirizzo e il controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o  gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche e psichiche.

Ha una funzione propositiva, di stimolo e di impulso nell’elaborazione e nell’attuazione delle proposte legislative, ma promuove anche ogni altra iniziativa utile a livello nazionale, sovranazionale e internazionale. Essa controlla e indirizza la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale relativi ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all’odio e alla violenza, nelle loro diverse manifestazioni di tipo razziale, etnico-nazionale, religioso, politico e sessuale.

La Commissione svolge anche una funzione propositiva, di stimolo e di impulso, nell’elaborazione e nell’attuazione delle proposte legislative, ma promuove anche ogni altra iniziativa utile a livello nazionale, sovranazionale e internazionale. A tal fine la Commissione: a) raccoglie, ordina e rende pubblici, con cadenza annuale: 1) normative statali, sovranazionali e internazionali; 2) ricerche e pubblicazioni scientifiche, anche periodiche; 3) dati statistici, nonché informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte da istituzioni, organismi o associazioni che si occupano di questioni attinenti ai fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, sia nella forma dei crimini d’odio, sia dei fenomeni di cosiddetto hate speech; b) effettua, anche in collegamento con analoghe iniziative in ambito sovranazionale e internazionale, ricerche, studi e osservazioni concernenti tutte le manifestazioni di odio nei confronti di singoli o comunità. A tale fine la Commissione può prendere contatto con istituzioni di altri Paesi, nonché con organismi sovranazionali e internazionali ed effettuare missioni in Italia o all’estero, in particolare presso Parlamenti stranieri, anche, ove necessario, allo scopo di stabilire intese per il contrasto all’intolleranza, al razzismo e all’antisemitismo, sia nella forma dei crimini d’odio, sia dei fenomeni di hate speech; c) formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente al fine di assicurarne la rispondenza alla normativa dell’Unione europea e ai diritti previsti dalle convenzioni internazionali in materia di prevenzione e di lotta contro ogni forma di odio, intolleranza, razzismo e antisemitismo; la Commissione, quando necessario, può svolgere procedure informative ai sensi degli articoli 46, 47 48 e 48-bis del Regolamento; formulare proposte e relazioni all’Assemblea, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, del Regolamento; votare risoluzioni alla conclusione dell’esame di affari ad essa assegnati, ai sensi dell’articolo 50, comma 2, del Regolamento; formulare pareri su disegni di legge e affari deferiti ad altre Commissioni, anche chiedendone la stampa in allegato al documento prodotto dalla Commissione competente, ai sensi dell’articolo 39, comma 4, del Regolamento; entro il 30 giugno di ogni anno, la Commissione trasmette al Governo e alle Camere una relazione sull’attività svolta, recante in allegato i risultati delle indagini svolte, le conclusioni raggiunte e le proposte formulate; la Commissione può segnalare agli organi di stampa ed ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche, quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti ovvero la loro deindicizzazione dai motori di ricerca.

Le compagini e le “agenzie” di propaganda e di reclutamento che sull’anonimato del web basano la diffusione dei contenuti della loro Weltanschauung e delle loro azioni di hate speech e hate crimes non possono che essere preoccupate e ovviamente contrarie alla Commissione. La loro matrice “politica” è nota ed è da presumersi che dovrebbe esserlo anche alle forze dell’ordine oltreché alla polizia postale.

L’idea della creazione della Commissione, una buona pratica, ha scatenato irricevibili manifestazioni di odio verso la Senatrice a vita Liliana Segre, prima firmataria, personalizzandone in modo errato l’istituzione. Essa indagherà sull’odio razziale e antisemita che riguarda tutti i cittadini italiani non solo gli Ebrei Italiani. In un’Italia che non disconosce i gruppi di estrema destra e non li delegittima e in un’Europa che non ha completato il processo di unificazione politica e in cui la tensione è alta e gli episodi antisemiti continui. Ricordo qui in Danimarca, tra la notte del 9 e 10 novembre anniversario della Notte dei cristalli (1938), sono state profanate con graffiti antisemiti. 84 lapidi nel cimitero ebraico di Randers.

Nel mondo l’aumento di episodi di antisemitismo, secondo uno studio dell’Università di Tel Aviv, è restituito da dati inequivocabili: la crescita di episodi violenti, dati 2018, era stata del 13% in tutto il mondo, passando da 342 a 387.

Nei primi nove mesi di quest’anno, secondo le denunce in Italia, gli episodi sono stati 190, il 70 % dei quali su  Internet.

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Silvia Berruto è membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente, giornalista contro il razzismo, antifascista, amica e persuasa della nonviolenza.

® Riproduzione riservata

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