(Italiano) Ciao, Bella. Per Ida Désandré, COMPAGNA e Hoffnungsträgerin

ORIGINAL LANGUAGES, 3 Feb 2020

Silvia Berruto – TRANSCEND Media Service

Lunedì 27 gennaio 2020
XXmo Giorno della memoria
Aosta
Espace Populaire
Espace memoria

2 Feb 2020 – Per Ida, COMPAGNA e Hoffnungsträgerin (portatrice di speranze collettive)

Se RICORDARE vuol dire non morire – è questo l’ordine lasciato da un padre al figlio nel Brano dal mio testamento di Kriton Athanasulis –

allora

IO VOGLIO RICORDARE

e non sono per nulla stanca di farlo

come ci ricorda Nuto Revelli                           1

oggi

attraverso Ciao, Bella
un omaggio collettivo
alla compagna Ida Désandré
deportata politica, donna, amica e maestra
con le intellettuali e gli intellettuali
le amiche e gli amici di sempre

Collettivamente memoria così intende interpretare il XXmo Giorno della Memoria

Il Giorno della memoria e Collettivamente memoria sono nati all’Espace Popoulaire di Aosta domenica 27 gennaio 2008: domenica giorno in cui l’istituzione non ricorda.

Poi il Giorno della memoria è stato in biblioteca regionale di Aosta e nelle scuole di Aosta, Verres, Gavardo (Brescia).

Oggi Collettivamente memoria e il Giorno della memoria sono giunti alla loro tredicesima edizione

Al Giorno della memoria
Ida c’è sempre stata

anzi  … lei e Camillo (il suo compagno, ndr) arrivavano sempre prima di me, al limite dell’imbarazzo.

Poi, negli ultimi anni, tre mi pare, quando Ida non veniva più a Collettivamente memoria,  il rito/rituale per il Giorno della memoria era di  incontrarsi a casa sua con discussione storico-politica e il nostro FARE MEMORIA, tra storia e memoria, ogni volta col racconto di dettagli e vissuti sempre nuovi da parte di Ida.

Per quella che per me nel frattempo era diventata una frequentazione di Ida, in 15 anni di amicizia, fatta di incontri settimanali

In quel tempo il DOVERE DI TESTIMONIARE, iniziato con l’accettazione del testimone da parte di Italo Tibaldi per la trasmissione della memoria al futuro, come diceva lui, si accompagnava al voler ricordare, con Ida, per quel mònito, che era stato di Italo: “Stateci vicini”.

E anche per seguire quella intima, profonda, testarda convinzione, secondo la quale chi ascolta un testimone diventa a sua volta un testimone.

Ringrazio di aver incontrato Ida, alla quale devo molto di come sono, del mio essere Resistente e Resiliente.

Ringrazio di aver ricevuto la sua amicizia, non sempre facile da onorare.

E oggi che ancora non mi capacito che se ne sia andata resta il dover imparare il coraggio di restare soli.

Ma non DA SOLI …

Dalla decostruzione del dolore alla costruzione della speranza attraverso l’immortalità del testimoniare.

Ciao, Bella.

Hoffnungsträgerin,

COMPAGNA

IDA

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 ® RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Berruto è membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente, giornalista contro il razzismo, antifascista, amica e persuasa della nonviolenza.

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