(Italiano) 11 settembre 20 anni dopo: che cosa avrebbero dovuto fare gli USA

ORIGINAL LANGUAGES, 27 Sep 2021

Jan Oberg, Ph.D. | Centro Studi Sereno Regis - TRANSCEND Media Service

© Jan Oberg 2021

11/9/2021 – Quando mi si chiede che penso dell’11 settembre rispondo invariabilmente: “Non ho fatto ricerche personalmente, ma per me la spiegazione ufficiale lascia senza risposta troppi quesiti, come:

1 • Perché si è discusso solo su chi l’ha fatto e come ma mai perché, chiunque fosse? Considerando che oggetto degli attacchi furono i centri del potere finanziario, militare e politico USA/del mondo –e non solo una stazione ferroviaria o qualche infrastruttura – si avrebbe un indicatore diagnostico.

2 • Perché non si alzato in volo alcun aereo [da caccia] dalla base USA di St. Andrews, la cui missione è mantenere sgombro lo spazio aereo sopra Washington e abbattere qualunque velivolo che non dovrebbe esserci entro 2-3 minuti?

3 • Perché l’edificio n° 7 del World Trade Center è crollato in quel modo, non essendo stato colpito?

4 • Il buco nel Pentagono mi pareva fatto più da un missile che da un grosso aereo passeggeri?

5 • Perché, secondo la CBS, furono membri della famiglia Bin Laden i primi/soli a essere evacuati partendo da un aeroporto USA il giorno 12 (o dopo, secondo altre fonti)?

6 • Perché non si licenziò alcun dipendente per l’omissione di qualunque misura di difesa il giorno 11?

7 • Perché l’attentato multiplo fu immediatamente definito come atto di guerra e attivato il paragrafo dei “moschettieri” [solidali] NATO quando ovviamente non lo era – nessun coinvolgimento di personale militare, nessun utilizzo di armi vere e proprie eccetto le taglierine, nessuna trasgressione di confini internazionali?

8 • Perché non si applicò alcuna analisi esauriente delle motivazioni: chi potesse avere interesse di fare un atto così terribile considerando le successive reazioni: l’attacco all’Afghanistan con nessun afghano coinvolto nell’attentato del 11 sett.; e tale attacco come inizio della Guerra Globale al Terror(ismo) (GWOT) al suo 20° anno e nessuna fine in vista?

9. È difficile credere che un’enorme operazione così possa essere stata programmata e preparata con il necessario addestramento senza essere intercettata da nessuno dell’intelligence, sorveglianza e sicurezza (o il sistema è stato incredibilmente inefficiente).

10 • Perché tante persone che hanno messo in questione la storia ufficiale sono accusate di essere teorici della cospirazione, termine chiaramente umiliante utile a soffocare un’ulteriore discussione?

Le conseguenze

1 • GWOT – la Guerra più stupida della storia.

Come detto, abbiamo dovuto assistere alla Guerra Globale al Terrorismo, incredibilmente contro-producente avendolo aumentato di un fattore 40 al prezzo delle vite e indicibili sofferenze di milioni di persone in un paese dopo l’altro. (Verificarlo al Cost of War Project della Brown University consultando il Global Terror Index). E la fine di questo esercizio autolesionistico non è in vista!

2 • Diritti umani e libertà – “paurologia”

In nome della protezione dei cittadini, governi formalmente democratici ne hanno represso diritti umani e libertà di cui solevano orgogliosamente fregiarsi rispetto a cosiddetti governi autoritari. Quando si diventa abbastanza timorosi di insidie terroristiche ad ogni angolo, si accetta di buon grado di rinunciare ai propri dirittie libertà come prezzo per tale “protezione”.

3 • La società della sorveglianza

Siamo stati costretti a vivere ora in una società della sorveglianza. Chiunque ricordi com’era facile salire su un aereo passeggeri prima del 11 sett. E sia in grado di confrontarlo con le partenze odierne sa che vuol dire. In nome della lotta al terrorismo, si sottopongono i cittadini a controlli, (in)seguiti e censurati in tutti i modi – nella vita reale e online. Dove non abbiamo telecamere di sorveglianza ormai? L’Occidente ha intrapreso una rotta orwelliana verso lo Stato sorvegliante in risposta all’uccisione di meno di 3.000 innocenti.

4 • Gli Stati Uniti stanno declinando e cadranno come l’Impero del Male

Questo andazzo è causato da un livello incredibilmente basso d’intellettualismo nei propri circoli di politica estera. L’idea di fare guerra a e occupare l’Afghanistan era sbagliata politicamente, militarmente e moralmente dal primo giorno – con la fine prevedibile vista il 15 agosto 2021. E l’idea di combattere il terrorismo uccidendo terroristi eraanti-intellettuale e sballata come cercare di eradicare una malattia uccidendone gli affetti.   Purtroppo, membri NATO, alleati e amici degli USA scapestratamente gli si sono allineati senza una sola domanda. La leadership globale della GWOT è stata un evidente disastro. E il mondo lo vede.

5 • La fiducia è scomparsa

La fiducia, immensamente importante, fra cittadini, istituzioni e governo è calata tanto notevolmente quanto tragicamente. Ciascuno di noi è trattato da potenziale terrorista e la società aperta ha chiuso – codici, pin, riconoscimento facciale e sa Dio quali tipi di documentazione sia ora necessaria per elaborare le più semplici transazioni quotidiane, come ritirare un pacco alla posta.

Prima dell’11 settembre, bastava che fossi un viso noto, adesso i rapporti e la fiducia personali stanno a zero – o anzi sono stati strizzati via. Qualunque forestiero, richiedente asilo o persona nei guai potrebbe essere un terrorista dissimulato, giusto?   Una perdita di fiducia di particolare gravità è quella che ha a che fare con i nostri media. Dopo l’11 settembre 2001, la censura e l’autocensura dei media è aumentata in modo pazzesco. Si è tenuti a contestualizzare ad hoc o cancellare, omettere aspetti e perizie e porre solo domande politicamente corrette.

6 • Il termine terrorismo adesso riguarda solo quello dei gruppetti, non quello di stato

Prima dell’ 11 settembre il discorso sulle armi nucleari conteneva il concetto di “equilibrio del terrore”; che era logico perché un elemento in tutte le definizioni di terrorismo è nuocere a o uccidere civili innocenti per conseguire un obiettivo politico. Le armi nucleari non si possono usare senza uccidere migliaia o milioni di civili innocenti e perciò sono armi terroristiche – mega-terroristiche. Il che vuol dire che ciascuno e ogni stato contemporaneo con armi nucleari si basa su o comunque accetta acriticamente la componente essenziale della ‘filosofia’ del terrorismo. Tuttavia, quel termine è stato fatto sparire e “terrorismo” si usa ora esclusivamente per gruppetti come Al Qaeda, ISIS, etc.

E quindi si fece sparire anche il terrorismo di stato. Cosa che vale non solo per le armi nucleari: quando si sono ferite, uccise milioni di persone o se ne sono appositamente distrutte le vite come in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria etc. a causa dell’interventismo USA/NATO, è evidente che possiamo parlare di politiche terroristiche di stato. E così quando si tratta degli effetti a lungo termine di severe sanzioni economiche. Si è uccisa più gente per 13 anni di sanzioni all’Iraq che per violenza militare.  Ci sono di certo altri fenomeni – tutti negativi, distruttivi – che si possono percepire come conseguenze del 11 sett. e della risposta datagli.  Ma questi già bastano qui.

Che cosa si sarebbe dovuto fare?

Domanda posta da giusto quattro gatti in ben 20 anni! Che cosa gli USA avrebbero dovuto – e potuto – fare invece sull’onda degli attentati del 11 settembre?

Basta giusto un po’ d’immaginazione: se gli USA non avessero avuto la capacità militare di bombardare e occupare a migliaia di kilometri? Se un simile attentato avesse avuto luogo in un paese come la Svezia, con 81 svedesi uccisi, in proporzione alle rispettive popolazioni: che cosa avrebbe fatto un paese come la Svezia – o qualunque altro paese privo di una capacità militare a proiezione globale – reagendo a un 11 settembre?

1 • Avrebbero posta la ragionevole domanda “Perché a noi?”, mobilitando ricercatori a livello nazionale e internazionale – esperti di affari globali e di terrorismo, in primis (ovviamente analizzando anche chi e come l’aveva fatto).

2 • Avrebbero chiesto all’ONU, al Consiglio di Sicurezza e varie altre sue organizzazioni di condannare l’attacco e deliberare su come tutti gli stati membri potessero contribuire a prevenire attacchi del genere in futuro.

3 • Si sarebbero chiesti come mai il proprio sistema d’intelligence e di difesa non l’avessero visto arrivare e come mai quelli con cui cooperava non avessero mandato segnali precoci di sospetto.

4 • Avrebbero istituito una commissione d’inchiesta statale sull’accaduto e preso decisioni su quanto dovesse essere migliorato nelle proprie politiche, magari espandendo/adeguando le proprie ambasciate, l’attività d’intelligence e di polizia, i controlli ai confini etc. Forse interessante anche: tutti sanno che il JCPOA [l’accordo sul nucleare iraniano – ndt] non era bilaterale fra Iran e USA.

5 • Avrebbero cercato cooperazione globale sull’intelligence, gli avvisi precoci/tempestivi e la ricerca.

6 • Se fossero identificati gli attentatori, il paese [vittima] cercherebbe cooperazione con altri per arrestarli e assicurarli alla giustizia – all’interno o internazionalmente. Secondo le circostanze, l’arresto sarebbe probabilmente l’unico caso di ricorso alla forza militare.

7 • Iniziare una guerra totale al terrore, in generale, non si sarebbe mai trattato fra le alternative o scelte di politica.

Tanto basta per delineare il caso! Gli USA avrebbero potuto fare qualcosa del genere ma non l’hanno fatto. Hanno scelto di trattare il caso 11 sett. in modo militaristico perché potevano. Dove entrano in gioco gli scarponi, ne escono i cervelli.

Non si cita quasi mai il grado di sproporzione della GWOT come “risposta” al 11 sett. – e alla violazione seriale del diritto internazionale implicatavi.

Non c’è ovviamente alcun modo di affrontare con successo una tale sfida impiegando un approccio militarista predominante ignorando ogni diagnosi. E non c’è modo di poter continuare ad evitare d’indagare sulle cause se si vogliono soluzioni: perché qualcuno diventa terrorista? – cioè, cercare di capire il terrorismo come fenomeno psicosociale, culturale e politico, benché criminale.

Report FBI dovrebbe fornire dettagli sul ruolo saudita nel 11 settembre – Riassumendo…

Gli Stati Uniti scelsero la “risposta” più decisamente sbagliata. Hanno deliberatamente ignorato tutti i “Perché?” – ivi compresa la possibilità che l’attentato stesso potesse essere una reazione alle politiche globali USA. Hanno scelto di non capire da dove potesse provenire il terrorismo in senso più profondamente sociologico, e di abusare del terribile avvenimento – e della simpatia del mondo – come pretesto per iniziare una serie di guerre di cui solo un gruppo piccolo ma potente in modo stupefacente ha beneficiato, cioè  il Complesso Militar-Industrial-Mediatico-Accademico (MIMAC), mentre il resto del mondo ci ha perso. Tale MIMAC è senza dubbio la maggior ragione singola per cui gli USA declinano e cadranno, prima piuttosto che poi.

La reazione USA al 11 sett. ha creato ben più danno agli USA stessi e al mondo che l’accaduto – qualunque cosa fosse – il giorno stesso. A milioni si sono trovati a soffrire e morire per vendetta a meno di 3000 pur tragiche morti. Ma quanto ci siamo curati di multipli di altre 3000 persone che perivano qui e per il mondo?

Ma se ci furono terroristi che volevano distruggere gli Stati Uniti l’11 settembre, gli Stati Uniti stessi sono stati il loro miglior coadiutore.

Perché il mondo se n’è stato così incurantemente e tragicamente inerte quando l’amministrazione Bush scelse una politica così disastrosa quando altre sarebbero state più morali ed efficaci?

Forse una risposta è che non avevano la capacità intellettuale e il coraggio civile necessario per opporsi alla dicotomizzazione falsa, immorale ma molto occidentale che Bush promoveva: State con noi – US – o con i terroristi? Avrebbero dovuto stare con il mondo.

Si può leggerlo con questo articolo contenente tutta la documentazione

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Jan Oberg, Ph.D. è direttore de The Transnational Foundation for Peace and Future Research-TFF e fa parte del TRANSCEND Network for Peace Development Environment. CV: https://transnational.live/jan-oberg
https://transnational.live

 

Original in English: Sep 11 Twenty Years Later: What the U.S. Should Have Done – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

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