(Italiano) Al SIPRI parla il ministro degli esteri dell’Iran – e i media non colgono

ORIGINAL LANGUAGES, 9 Sep 2019

Jan Oberg – Centro Studi Sereno Regis – TRANSCEND Media Service

4 Settembre 2019 – Il 21 agosto2019 il ministro degli esteri dell’Iran, Dr. Javad Zarif, ha tenuto una conferenza al SIPRI, Stockholm International Peace Research Institute.

Zarif ha parlato lungamente, senza copione, il modo particolareggiato e riferendosi a fatti storici della regione e del conflitto, in base a una struttura coerente di teorie, concetti e interpretazione, che, presi nell’insieme, lo pongono in una categoria unica fra i ministri degli esteri mondiali.

C’è davvero di che essere grati al SIPRI per averlo invitato.

La Risoluzione 598 del 1987 del Consiglio di Sicurezza ONU cui si riferisce Zarif è leggibile qui.

Attenzione politicamente corretta e di stanca routine dei principali media svedesi

In termini generali, i principali media svedesi hanno promosso un’immagine negative dell’Iran e dello stesso Javad Zarif. La massima trattazione in merito ha riguardato i diritti umani in Iran, l’Iran come minaccia e sostenitore del terrorismo, la pena di morte, e le proteste da parte di un gruppo di esuli iraniani in protesta fuori dall’edificio del SIPRI – per l’essere l’Iran sotto pressione economica e lo stesso Zarif in posizione indebolita. E su un giornalista iraniano che ha disertato durante la visita della delegazione a Stoccolma.

I media hanno anche sottolineato che Zarif sta conducendo un “tour di fascinazione” e che egli stesso è un diplomatico “molto affascinante” e d’esperienza – con la subdola implicazione che non si può fidarsi di lui.

La tesi di partenza della Televisione Svedese è che si tratta di un uomo sotto pressione che cerca di salvare l’accordo JCPOA – il che implica che egli/l’Iran stanno negoziando da una posizione di perdente – invece di dire che gli USA sono i soli ad essersi ritirati dall’accordo e ad aver intensificato le sanzioni a livello soffocante e che la UE non è stata in grado di mobilitare un sostegno di fatto per l’accordo e mantenerne gli impegni – cioè aumentare la propria cooperazione con l’Iran.

Nel breve podcast si può anche sentire la corrispondente dal medio oriente della Radio Svedese, Cecilia Uddén, dire che Zarif è in Europa per raccogliere sostegno al caso dell’Iran e che, affascinante com’è, “non ha neppure l’aspetto degli altri ayatollah”… e che non indossa mai né cravatta né turbante… (!) E poi ci sono Dagens Nyheter, Svenska Dagbladet – entrambi a far notare che fin dai titoli che ha criticato il presidente Trump – e Swedish Broadcasting (Sveriges Radio) – per lettori che capiscano lo svedese.

Javad Zarif

Nessuno che io abbia visto ha avuto la capacità intellettuale di trasmettere i punti dettagliati, elaborati e ben presentati espressi dal ministro degli esteri presso SIPRI.

Nessuno che abbia esaminato il contest più ampio del conflitto fra Iran e USA/Occidente dal 1953.

Nessuno che abbia fatto notare che il ritiro USA dall’accordo sul nucleare JCPOA è una violazione USA del diritto internazionale in quanto l’accordo è incorporato nella Risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza ONU.

Né si è citato che l’Iran ha accettato il regime d’ispezione più esteso e severo di sempre e che numerosi rapporti – anche statunitensi – documentano che l’Iran ha adempiuto ai propri obblighi ai sensi dell’accordo.

Nessuno si è chiesto se sia accettabile che il popolo iraniano – oltre 80 milioni – debba patire le conseguenze di aspre, soffocanti sanzioni.

Nessuno ha fatto notare che gli USA applicano sanzioni extraterritoriali agli alleati – insistendo che vengano applicate leggi USA da terzi, che in caso contrario vengono puniti.

E ovviamente nessuno ha citato che Israele è una potenza – unico paese del Medio Oriente – dotata di armi nucleari con un bilancio militare proporzionalmente molto maggiore che l’Iran, non è membro del NPT (Trattato di Non-Proliferazione) e non accetta alcuna ispezione sul proprio territorio.

Insomma, la trattazione mediatica della visita in Svezia di Zarif è stata invariabilmente un’illustrazione che i liberi media occidentali oggi sostanzialmente definiscono la propria libertà come libertà di essere ignoranti, selettivi e partigiani come gli aggrada –e che l’omissione è almeno quanto la falsità un enorme problemi per le possibilità dei consumatori di media di capire gli affari internazionali.  Il pubblico non è stato certo servito in termini d’informazione rilevante, onesta e varia. Lo sono stati invece altri interessi – come quelli collegati ai valori dominanti e ai governi occidentali, e quindi l’orientamento della Svezia a favore della politica estera USA.

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Il Prof. Jan Oberg è direttore della TFF e membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente.

 

 

 

Titolo originale:Iran’s Foreign Minister Speaks at SIPRI–And the Media Don’t Get It

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

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