(Italiano) Aosta 25 aprile 2020. Lettura collettiva, sincrona e nonviolenta dei Principi fondamentali della Costituzione Italiana

ORIGINAL LANGUAGES, 27 Apr 2020

Silvia Berruto – TRANSCEND Media Service

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Italy – Aosta Valley – Aosta – 25 aprile 2020 – 75mo Anniversario della Liberazione

25 APRILE 2020 – Ore 11:00 – Dal vivo e dal palco dell’autorevolezza della Costituzione della Repubblica italiana è stata effettuata la lettura collettiva, sincrona e nonviolenta, dei Principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana.

In spazi reali, non virtuali, non solo da Aosta e dalla Valle d’ Aosta si è agito l’esercizio di libertà applicata e dei principi costituzionali realizzati: il protagonismo civile politico e sociale interpretato a cura di 13 cittadine e cittadini reali.

L’eccezionalità della lettura sta nel superamento delle dimensioni spazio-temporali.

«Alocalizzata» e sincrona, la lettura ha unito 12 cittadine e cittadini e una staffetta partigiana, appartenenti a quattro luoghi diversi della penisola, separati dalla congiuntura sfavorevole della restrizione della libertà personale e che altrimenti sarebbero stati delocalizzati, ognuno impegnato nel rispettivo territorio, compattando la volontà collettiva di esserci.

Di essere protagonisti.

Oggi per voce dei giovani resistenti che nel 2017 videro censurata la lettura dei Principi della Costituzione della Repubblica Italiana – a cura e per l’impegno fattivi di noti e inautentici democratici – i Principi fondamentali letti, ora, in piena Libertà.

Giovani e adulti, resistenti e liberi, si riappropriano della Libertà esercitando, in forma di protagonismo, il loro impegno culturale civile e politico diretti.

Protagonisti della lettura sono stati: Andrea, Silvia D., Silvia B., Erika, Enza, Jada, Matteo, Delia, Enrico, Imane, Francesca e Maria Grazia.

Madri figlie e figli e nipoti.

Due di loro, a loro volta, sono figlie della staffetta partigiana Adriana e dell’internato militare Francesco deportato in lager in Germania e in Polonia. Tre sono nipoti di questi indimenticabili nonna e nonno.

L’incipit dell’Articolo 13 «La libertà personale è inviolabile» è sempre stato letto, da tradizione, ove possibile, da un partigiano: oggi dalla staffetta partigiana bresciana Romano Colombini.

L’Articolo 10 è stato letto da Imane, giovane donna marocchina, in attesa da due anni dell’approvazione della richiesta di rilascio della cittadinanza italiana.

Per anni la studentessa Imane ha letto i Principi fondamentali della Costituzione dal palco delle autorità il 25 aprile in Piazza Chanoux.

Il 25 aprile 2013 era sola, ma non da sola, sul palco.

Oggi Imane ha accettato di leggere, su mia proposta, l’articolo 10 anche in lingua araba.

Le chiedo che senso ha avuto per lei leggere un Principio fondamentale nella sua lingua madre.

« Leggere la Costituzione ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita. Ha voluto dire sentirmi parte integrante e attiva di una società che oggi è sempre più isolata, che tende a ghettizzare lo straniero e a vederlo non come parte partecipativa della società.

Leggere l’Articolo 10 nella mia lingua madre, l’arabo, ha dato un tocco di internazionalità ai valori della Costituzione italiana che racchiude principi che l’umanità intera dovrebbe condividere.

Queste parole sono incise nella mia memoria e risentirle suonare nella mia lingua colloquiale, quella del mio ambiente familiare, ha fortificato il mio senso di appartenenza a questo paese, alle sue fondamenta di libertà, solidarietà e profonda umanità». 

L’incipit dell’Articolo 13 è stato letto dalla voce autorevole della staffetta Romano Colombini.

Nella tradizione alla lettura dei Principi fondamentali è sempre seguita la lettura dell’Articolo 13 per voce degli unici titolati a farlo: le partigiane e i partigiani.

« Il problema della libertà è il problema fondamentale. È quello che ci aveva mosso soprattutto quando appunto avevamo fatto la nostra scelta.

E’ il punto centrale, anche se non è l’unico, perché poi si aggiungeva, nelle nostre speranze, anche un cambiamento di carattere politico e sociale.

Però la libertà era certamente il tema di fondo.

E proprio anche nella nostra Costituzione l’Articolo 13 finisce per essere il primo degli articoli dei Diritti e doveri dei cittadini.

Il declinare, come declina l’Articolo 13 tutte le forme della Libertà, mi sembra il La della nostra Costituzione dal punto di vista dell’apertura nei confronti del fascismo perché la caratteristica del fascismo era proprio quella di comprimere la libertà in due modi.

Uno, oppressivo, dovuto alle repressione di tutte le varie forme che potevano nuocere alla dittatura fascista.

Il secondo, propagandistico, perché era un cappello sulla libertà: la propaganda ti impediva naturalmente di essere libero perché dava una voce unica.

Era un atto che comprimeva la libertà quando noi, a quel tempo, dovevamo fare obbligatoriamente il giuramento di fedeltà al Duce e di servire la rivoluzione fascista.

Pensando a quello che ho vissuto in quei tempi direi che addirittura mi ricordo che quando che quando sentivo dire o scrivevo la parola Libertà veramente avevo una commozione incredibile.

Era una forza !

Non era l’unica perché connessa a questa c’era la necessità di un cambiamento di carattere sociale complessivo che è quello che manca ancora adesso.

La libertà, tutto sommato, adesso in una certa forma l’abbiamo.

Non abbiamo una libertà sostanziale nemmeno adesso ma si conquista di giorno in giorno.

Credo che gli Articoli 3 e 13 siano proprio il fondamento della nostra Costituzione. Perciò visto che siamo il 25 aprile sono il FONDAMENTO del 25 aprile.

Lo credo proprio fermamente!

Sono i due articoli portanti».

Tributi più importanti riconosciuti a Ida, Anna e Italo, i tre dedicatari del progetto culturale Collettivamente memoria.

A Ida Desandré. Bella, ciao (27 gennaio 2020. Giorno della Memoria)

A Anna Cisero Dati. Tributo ad Anna Cisero dati. Staffetta partigiana. Maestra. Amica. Persempre (27 novembre 2017)

A Italo Tibaldi Noi non moriremo in silenzio. Ultima intervista a Italo. Realizzata con Alessandro Di Renzo. Febbraio 2015

A cura del progetto culturale Collettivamente memoria

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Silvia Berruto è membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente, giornalista contro il razzismo, antifascista, amica e persuasa della nonviolenza.

® Riproduzione riservata

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