(Italiano) Gandhi e Shantidas sui mali strutturali del mondo e sulle relative risposte

ORIGINAL LANGUAGES, 13 Jul 2026

Antonino Drago | Centro Studi Sereno Regis – TRANSCEND Media Service

 – Senza comprendere e combattere le strutture sociali, la nonviolenza si riduce a mera competenza e cortesia. Ad esempio, coloro che presentano la politica dei diritti umani come soluzione ai mali sociali si limitano ad estendere l’etica interpersonale alla società, ma non alle sue strutture; di conseguenza, sono incapaci di rispondere, ad esempio, alla guerra. Gandhi fu un grande uomo, soprannominato Mahatma (grande anima), perché applicò una risposta spirituale, ovvero la nonviolenza, ai mali strutturali del suo tempo. Soprattutto, si oppose al colonialismo dell’Impero Britannico con l’obiettivo della liberazione politica dell’India (che all’epoca rappresentava un decimo della popolazione mondiale).

Fu Marx il primo a caratterizzare la società da un punto di vista strutturale. La descrisse come strutturata da tre attori sociali: il capitalismo, la borghesia che lo promuove e il proletariato che ne subisce le conseguenze. La Chiesa cattolica, con l’enciclica Sollicitudo rei socialis (1987), ha individuato il concetto di peccato strutturale nella società, ma da allora nessun teologo lo ha più approfondito.

Shantidas è l’unico ad aver identificato con precisione, già nel 1959, i mali strutturali della società, riassumendoli in quattro flagelli: povertà, guerra, sedizione (e/o rivoluzione violenta) e servitù (LdV 1959, p. 7). L’analisi di Marx considerava solo due flagelli: povertà e servitù; la sua risposta consisteva nell’infliggere un terzo flagello all’intera società: sedizione e/o rivoluzione violenta. La teologia della liberazione considerava gli stessi due flagelli del marxismo e suggeriva altre due risposte: sedizione/rivoluzione e guerriglia (e guerra nucleare condotta dai paesi socialisti contro i paesi capitalisti).

Inoltre, Shantidas è l’unico che ha descritto la progressione dei mali nella società, dalla loro origine personale (peccato originale) alle corrispondenti strutture sociali (si veda l’analisi dei capitoli da 2 a 4 del libro precedente). Marx tentò, senza però completarla, la ricostruzione della genesi e dello sviluppo del capitalismo, dall’alienazione del rapporto padrone-servo al meccanismo sociale dell’accumulazione del capitale.

Marx decretò la fine storica del capitalismo attraverso una rivoluzione mondiale del proletariato. Quando in alcuni paesi si verificò la rivoluzione, generò una dittatura sul proletariato stesso. Shantidas, in accordo con Gandhi, propose le Beatitudini come risposta ai mali del mondo (§ 25 del capitolo 5 del libro). Suggerì di leggerle in ordine logico (si veda “Preghiera cristiana per Gandhi”). Collegandole alle quattro piaghe (contate due volte), le prime quattro Beatitudini rappresentano le reazioni interiori ai quattro flagelli, mentre le successive quattro rappresentano (a condizione che la sesta sia completata dalle parole appropriate) le risposte sociali. Ogni Beatitudine è la promessa che, opponendosi a ciascun flagello con una risposta interiore, la si trascenderà:

Beati coloro che in tempo di Miseria
in virtù dello Spirito scelgono la povertà,
perché essi vivono il regno dei cieli.
Beati coloro che in tempo di Sedizione,

piangono,
perché saranno rigenerati.
Beati coloro che in tempo di Guerra,
restano miti,
perché possederanno la terra.
Beati coloro che in tempo di Servitù,
hanno fame e sete di giustizia,
perché saranno saziati.
Beati quelli che contro la Miseria
si piegano alla misericordia,
perché riceveranno misericordia.
Beati quelli che contro la Sedizione
si impegnano nel sociale con cuore puro,
perché vedranno Dio nelle persone.
Beati quelli che contro la Guerra
fanno la pace nel prossimo,
perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati quelli che contro la Servitù,
lottano per la giustizia sociale fino al sacrificio personale,
perché con essi si rappresenta la vita
trinitaria di Dio sulla terra.

Queste sono risposte spirituali che, attingendo dalle profondità del nostro essere, si materializzano nella società con risposte gradualmente sempre più incisive, anche attraverso lotte sociali.

Attraverso ciò, Shantidas ha offerto una comprensione completa del male strutturale nel mondo e della sua risoluzione spirituale e politica.

È importane notare che la risoluzione di ogni Beatitudine generalmente non consiste nell’eliminazione del male strutturale, ma piuttosto nella separazione personale da esso. In altre parole, rappresentano la politica dell’obiezione di coscienza e della disobbedienza civile, la politica che Gesù stesso ha praticato per tutta la sua vita. Di più di Gesù, Gandhi ha dimostrato che queste “armi” spirituali possono anche ottenere la vittoria sui mali strutturali; vale a dire, la politica nonviolenta può anche sconfiggere il male sociale strutturale su questa terra.

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Antonino Drago è stato professore associato di Storia della Fisica all’Università di Napoli, in pensione dal 2004, è membro della Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente, e insegna presso la TRANSCEND Peace University-TPU.

 

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